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Francesco Cusa - Official Website - Press

Uno speciale su Francesco Cusa a cura di Patrizio De Santis - il:2019-05-15

https://globalartisticfusion.blogspot.com/2019/05/francesco-cusa-lo-sguardo-sullarte-che.html?spref=fb&fbclid=IwAR18Vd1_Otfw9ImI57yL_ez_TVgduSAfd-y2zmCoXX64EEdqC-Jb4K58IOU

[- Francesco Cusa, lo sguardo inquieto del musicista Jazz nel mondo introspettivo della parola attraverso una scrittura interiore ed esteriore narrativo, poetica letteraria. Una personalità trasversale che si muove tra il cartaceo e il virtuale cercando di rompere ogni schema - ]

Introduzione servizio :

Francesco Cusa, nato a Catania nel 1966 è un interessante personaggio della cultura italiana, ai più noto come batterista, compositore e improvvisatore di Jazz sperimentale e d' avanguardia nel panorama indipendente italiano, in verità questo uomo è un interessante agitatore sociale e culturale, poeta, scrittore, saggista, fondatore di associazioni e movimenti artistici di grande pregio : in musica voglio citare il collettivo Basse Sfere, di cui conservo il ricordo, e che rese Bologna un centro più tosto importante ed effervescente per quel che concerne la scene Free della libera improvvisazione emiliana degli anni novanta, a cui va accostato poi il ruolo di discografico indipendente con la label " Improvvisatore Involontario "nata da un progetto condiviso con Paolo Sorge e Carlo Natoli, situazioni che da sole parlano di una grande volontà e sopratutto capacità di ritagliarsi spazi d' indipendenza intellettuale e artistica.
Francesco Cusa è anche un attento studioso della controinformazione politica e un attento osservatore delle rivoluzioni digitali e multimediali, con un occhio particolarmente indagatore e analitico per quel che concerne l' esoterismo applicato alle associazioni massoniche. In sintesi, una personalità cosi difficile da incasellare e da etichettare che richiederebbe un tempo di approfondimento sicuramente di largo respiro e narrazione critica, io voglio però sintetizzare la mia scrittura in un piccolo segmento dei suoi progetti, analizzando in questo servizio il suo ruolo di scrittore e di poeta, infine come questo artista riesce ad applicare la scrittura narrativa e poetica alla batteria e all' improvvisazione d' avanguardia jazz, con un cenno del suo spettacolo concettuale Books & Drum per poi cercare di introdurre tutti gli altri aspetti che ruotano intorno al suo mondo. Quindi voglio recensire due libri in mio possesso che considero veramente straordinari, in particolar modo originali e piacevolmente " spiazzanti " , specificando che Cusa ha già diverse pubblicazioni cartacee alle spalle, equamente suddivise in racconti letterari, oppure di poesia, o letteratura in prosa. Per un romanzo ufficiale si dovrà forse attendere, per il momento segnalo che esiste anche la figura del Blogger Cusa che come me si occupa di recensire cinema, romanzi e spettacoli teatrali.

Questo servizio per me sarà piacevole ma visto che sono un' autodidatta anche molto impegnativo, perché nasce come se fosse una scommessa, senza contare che sento la necessità di rinnovare il mio spazio culturale e sentirmi più contemporaneo e nel contempo ho desiderio di trattare argomenti di cultura nazionale.

E' sicuramente un bene il voler allargare il raggio delle tematiche di My Ideal Blog per misurarmi con questa poliedrica figura dell' arte e della cultura italiana alternativa e sotterranea, e volendo Francesco ha aperto la strada anche al sottoscritto. In più l' argomentazione si va ad integrare ad altre realtà di Bologna da me ampiamente trattate, ricordo la pittura digitale, e in generale l' arte multiculturale di Mataro da Vergato, conosciuto attraverso Radiocittà Fujiko, Gianni Venturi e il suo progetto Mantra Informatico, la trilogia musicale e politica di Lucio Dalla e il poeta, professore e intellettuale Roberto Roversi.

Nel fondo articolo vi allegherò dei link Web per poter seguire Francesco Cusa in tutte le molteplici evoluzioni professionali, culturali, live e virtuali. Annuncio che in futuro ritorneremo nel luogo del delitto, magari parlando del progetto musicale Francesco Cusa & The Assassins nella rubrica di approfondimento " La Stanza della Musica "



[ - Novelle Crudeli - Dall' Orrore e dal grottesco quotidiani. Eris ed. "Atropo Narrativa", raccolta di racconti di Francesco Cusa con le illustrazioni del disegnatore Daniele La Planca. - ]

Uno dei progetti più interessanti di Francesco Cusa è indubbiamente la scrittura narrativa del racconto orrorifico, surreale e grottesco che si fonda sugli elementi e le esperienze della realtà quotidiana, che vengono filtrati come in un tracciato di trame oniriche creando a sua volta un effetto spiazzante e di inquietante sconcerto nel lettore. Sarebbe molto banale e riduttivo incasellare un libro come Novelle Crudeli della Eris, una meritevole casa editrice indipendente nel vacuo calderone della scrittura orrorifica, perché non è nulla di tutto questo considerando che ogni racconto presente nell' opera di Cusa tradisce fondamentalmente una critica alla società, un aspetto che si coglie sopratutto nell' ironia cattiva e impietosa e quindi nel sarcasmo utilizzato dall' autore.

E' ovvio dire che il senso della scrittura risiede nella novità, e non solo nello stile, quindi un musicista poliedrico e versatile dell' impro jazz italiano come Cusa forse trova una prospettiva diversa per agire in veste di scrittore in un mondo più tosto inflazionato, perché ci offre argomenti e prospettive interessanti, e volendo guardare nel passato magari ci sono delle reminiscenze culturali giovanili, io le intravedo nei figli del movimento universitario della " Pantera bolognese " e quindi come non citare l' appena successiva scena dei Cannibali documentata in " Gioventù Cannibale ", un fenomeno culturale che poi prese piede come un movimento letterario nazionale, un aureo periodo poi scemato nel consenso e delle lusinghe del mercato. Erano gli stessi anni di Basse Sfere e Francesco Cusa era presente con la sua scena di Jazz sperimentale, accanto alla bravissima Cristina Zavalloni.

In Novelle Crudeli la cosa che mi ha colpito sono gli scenari legati alla Sicilia, attraverso Catania, e l' Emilia Romagna con Bologna, e questo anche perché sono stato nelle due regioni e quindi mi sono reso subito conto che i racconti di Francesco Cusa sono in grado di restituire sempre una parte della realtà, e per un lettore questo non è un aspetto marginale ma al contrario è fondamentale per meglio interpretare quello che è l' immaginario visionario e grottesco della storia, perlomeno da casa, seduti sulla poltrona di un comodo divano.

La scrittura di Novelle Crudeli potrebbe essere letta come un caotico delirio organizzato per sviscerare in verità tutto ciò che nella realtà è il mondo dell' eterna contraddizione tra il male e il bene, perché attraverso un linguaggio politicamente scorretto noi siamo più lucidi e consapevoli per poter osservare e leggere con occhi diversi il nostro presente. Le Novelle Crudeli sono delle cronistorie in veste di potenziali incubi "perfetti" per raccontare gli anni 2.0 ma nell' anarchia irriverente dell' autore mi ritorna in mente una certa canzone d' autore genovese, per esempio un brano di Fabrizio De André, " La Città Vecchia ", oppure la traduzione italiana di Desolation Row di Bob Dylan, ossia " Via della povertà " ( Le trovate entrambe nel disco Canzoni, del 1974, edito dalla Produttori Associati, e ristampato da Sony/ BMG in CD)

Ogni parola utilizzata da Cusa è filtrata attraverso una suggestione terrena ma nel contempo irreale, quindi estraniante, e questo semplicemente perché l' autore fa prendere vita ai pensieri dei personaggi come se ad un certo punto un folata di vento li inducesse al compimento di una folle danza vertiginosa e proprio sul punto di cadere [...] arrivano dei punti di sospensione, oppure il dubbio di una situazione irrisolta e persa per sempre in un allucinante enorme punto interrogativo.
Se ci pensiamo bene noi stiamo vivendo i rapporti umani esattamente così, come se fossero delle Novelle Crudeli dove una grottesca esistenza quotidiana prevale su tutto, attraverso un confuso e schizofrenico senso di alienazione collettiva globalizzata, il tutto centrifugato come in una malattia virale dell' animo e della mente umana. Anche se nel leggere questi racconti tutti voi cercaste di negarne l' aspetto reale vi ritrovereste nell' eterno paradosso della contraddizione umana, che è la dualità tra il bene e il male e per comprendere il senso di ogni cosa occorre conquistarne l' equilibrio, cosa che vale per la scrittura o la lettura di un libro, come per qualsiasi altro aspetto della vita, per esempio la mia recensione.

Menziono le illustrazioni di Daniele La Placa, classe 1979, un nome nuovo ma importante nel mondo del disegno italiano, anche perché ha saputo interpretare Cusa con un tocco scuro e crepuscolare, visionario ma inquieto e disturbato, giocando con il grigio cenere e il nero seppia e con la sfumatura e la luminosità. Io venivo dall' Istituto d' Arte e inizialmente ho cercato di muovermi esattamente in questo stile, scegliendo dei soggetti erotici molto forti e morbosi. La Placa mi mostra la metodologia creativa del lavoro, l' originalità, la perseveranza del risultato, aspetti che io non ho voluto approfondire per scegliere la scrittura. Unire la scrittura al disegno per me è una scelta vincente, in quanto trasversale e nel contempo completa. Per fare bene tale contaminazione Cusa si è avvalso di un disegnatore che io stesso mi riprometto di approfondire.

- Estratto V come Veronica dalla raccolta Novelle Crudeli - Dall' Orrore e dal grottesco quotidiani. Eris ed. "Atropo Narrativa" -

Veronica, era delle tre di Satana la prediletta, colei che recava seco il dono prezioso della Consapevolezza Cieca. Nelle sue vene scorreva inoltre sangue nobile e purissimo.

Confessione
(Referto 1245: lettera dal carcere manicomiale di Reims indirizzata a Mons. Rivaldi)

Mi chiamo Veronica. Le mie mani sono sporche di sangue. Le teste mozzate delle mie due sorelle giacciono ai miei piedi. Non ho mai conosciuto Valentine e Victorie anche se le ho sempre amate. La loro decapitazione è santa. Attorno a me scorre la vita. I due affluenti sono frutto della sorgente dei miei polsi. Essi confluiscono in un unico fiume che dai miei piedi defluisce nella Piana del Tempo. Ciò che scelsi ha a che fare col limite. Il limite non è sondabile, e da allora non posso che amare. Il mondo che io contemplo, tutti voi, ma soprattutto quello dei miei amici e miei cari, arde del vostro anelito nello specchio risanato dei miei affetti. Il significato del sacrificio è dinamico e sigillato dalla Stasi della Rinuncia. Chi non ha saputo guardare al mio cuore senza squarciare il mio petto è dannato. Solo io ho il diritto di esercitare la Violenza in sommo grado. Il mio corpo nudo poggia sulle città malate, sulle metropoli ansanti, sulla civiltà morente.
Le mie lacrime gocciano senza sfaldarsi in grumi di senso e nelle mie sclerotiche risiede il biancore della Genesi. Io incarno le spoglie mortali della Natura Madre. I petali che perdo sono le braci bianche su cui cammina lo stolto e riposa l’asceta, le ceneri non adulterate prodotte dal fuoco sacro della mia stimmate.
In me riposa la Fenice Occitanica e ribolle l’ira del Chiaroveggente. Mai più ci sarà un divenire sotto il mantello del Castigo.
Con deferenza.
V come Veronica.

(Dalla novella ‘V come Veronica’)

[ - Stimmate - Algra Editore, una pubblicazione di odi, canti e poesie del 2018 di Francesco Cusa - ]

" Eri appeso come un quadro di carne vibravi di vita intensa, sulla fine delle cose, sulle ombre di quel giorno rosso violaceo "

Un altro aspetto molto peculiare e interessante di Cusa è la capacità di esercitare più di uno stile e di una tipologia di scrittura, restando profondamente se stesso, un batterista compositore e improvvisatore del jazz creativo e d' avanguardia. Il musicista che si improvvisa scrittore sovente sbaglia se il tutto scade nel sensazionalismo di carattere biografico, cosa che in " Stimmate ", una raccolta veramente interessante di odi, canti poetici e poesie non avviene affatto. Si tratta di un lavoro concettuale molto certosino, suddiviso in ben tre sezioni : Stimmate, Rime Sbavate e Rizoma, che nella prefazione di Giuseppe P. Carbone vengono segnalate come tre ramificazioni di un unico rizoma, nell' accezione empedoclea di Radice con il virtuale dinamismo di essere radice. La radice è il punto focale di tutta la struttura di questa opera poetica, e si tratta in verità di un rizoma lirico invisibile, poiché nella concezione spirituale e essenziale dell' Essere come parte della Radice regna l' invisibile, che è al di là del reale. Sono odi e canti profondamente visionari, pervasi di un aspetto mistico, come ci suggerisce l' eponimo titolo che svetta sulla copertina del libro, dove si intravede una mano metallica e virtuale attraversata da un foro che sta ad indicare la passione del Cristo. Lettura veloce, non complessa ma cantabile e musicale. Io ho voluto selezionare per voi tutti una poesia che fin dal primo momento, leggendola, ho sentito profondamente autentica e sincera nella sua universalità. Nel tema poetico dell' ode " Gli amanti " vi è un significato corale, dove il personale è una voce del collettivo ma nella concezione propria del rizoma della Radici. Non si scrive mai per se stessi, il poeta è un visionario che attraverso l' untrice, purifica il verbo della propria carne per la Stimmate della salvezza.

Gli Amanti

Il nostro amore era il veleno
di cui ci nutrivamo
di lingue respirando
i miasmi dei nostri rantoli.

Ma così e così soltanto
potevamo abbracciare
il nostro patema e le nostre
angosce: ombre
da cogliere di soppiatto.

Giocavamo col veleno
e ci mettevamo tutta la vita
colorando di verde la nostra
morte e rinascendo come arabe
fenici minori.

Le ali spezzate, precipitavamo
da dirupi e vette
nella prospettiva dello schianto.

Continueremo ad essere
ciononostante e ad aggrapparci
l’uno all’altra perché,
se il domani dovesse sorgere storto
e coi raggi divelti come quelli
delle bici rotte e scassate,
noi saremo pronti e macilenti.

Quale sole potrebbe mai riscaldare
la malattia delle budella?
Forse quello rosso sangue
che esplode dalla viscere della Terra
a rendere giustizia ai reietti.
Oh benedetto fiore dell’Apocalisse del nucleo!





Le pubblicazioni che appartengono al mondo della narrativa e della scrittura poetica di Francesco Cusa sono diverse, io ho voluto scrivere di due mie letture recenti ma potrei menzionare anche Racconti Molesti, Eris edizioni, oppure Canti Strozzati, pubblicato dalla casa editrice L' Erudita, ma ciò che mi preme segnalare è lo spettacolo " Drum & Books " dove l' improvvisazione " free " del batterista, percussionista e compositore incontra la lettura di alcuni estratti da Novelle Crudeli, Racconti Molesti, Stimmate, Ridetti e Contradetti, Amori, Dolci e Pillole. Il Francesco Cusa Drum & Books vive di ritmo e parola, di batteria, percussioni, carta e voce, e possiamo incontrarlo nelle librerie e nei teatri che non si lasciano spaventare dalla proposta, apparentemente ardita e inusuale. Mi ero interessato di persona perché avrei desiderato portare questo evento nelle Marche, lungo la costa adriatica, ma trovare degli spazi per la ricerca e la sperimentazione non è stato possibile e ammetto di non conoscere proprio nessuno e di essere stato affrettato nell' inseguire tale entusiasmo e proprio per questo ho voluto scrivere questo servizio. Stiamo vivendo un epoca storica dove bisogna investire sulla parola esattamente come il contadino fa con il seme nella propria terra. Ogni buona sementa necessità di un lungo tempo di attesa, dove è la metodologia del lavoro a fare la differenza, il frutto esulta solo alla fine, attraverso la cura del proprio amore, perché ogni arte, mestiere, lavoro, progetto richiede uno spirito di sacrificio.

Questo è il filo conduttore che potrebbe legarmi alla figura di Francesco Cusa, e che volendo risiede nella raccolta di poesie, canti e odi poetiche Stimmate, dove si parla di Radice , il rizoma invisibile che lega ogni aspetto della vita e dell' arte all' essenza. Per quel che concerne la scrittura di taglio giornalistico vi segnalo il blog http://www.francescocusa.it/blog.php che potete trovare all' interno del sito ufficiale http://www.francescocusa.it/ ma cito anche le collaborazioni con la rivista cinematografica " Lapis ", la rivista " Cultura Commestibile " con la rubrica " Il Cattivissimo " infine la collaborazione on line con Sicilia Report, dove cura la rubrica " Stiletto "

Francesco Cusa è presente nel social network Facebook, ma più di tutti mi interessa segnalarvi una sua pagina veramente particolare e meritevole di analisi e di ogni attenzione, si chiama Esoterismo, letteratura e simbologie : appunti di Frank U.S.A. Sempre nel social di Mark Zuckerberg lo troviamo in Francesco Cusa : Libri / Books, Improvvisatore Involontario, Frank Sinapsi, Francesco Cusa "Nacked Musicians ", Recensioni cinematografiche di Francesco Cusa, e molti altre pagine dove promuove sopratutto il suo contributo come musicista sperimentale nel Jazz italiano.

Una pubblicazione scritta interessante è il metodo di conduction musicale " Nacked Performers " un libro teorico sul concetto di improvvisazione condotta e organizzata " Nacked Musicians " che potrebbe ricordare in lontananza figure come Bill Dixon e Butch Morris, almeno come idea teorica, ma è doveroso sottolineare che si tratta di uno studio certosino e del tutto originale.

My Ideal Blog ha intenzione di riprendere la storia di Francesco Cusa in un secondo tempo, per poter parlare di Jazz e di musica in maniera più approfondita, magari con la recensione di un paio di dischi, per il momento questo e quanto. Ringrazio pubblicamente Francesco per essere stato molto disponibile ma sopratutto per avermi concesso tale fiducia perché per il mio Blog è stato importante e per me uno sprono verso la crescita personale. Inoltre mi ha dato una conferma di cui avevo bisogno, perché questo blog è nato sopratutto perché avevo la necessità di far emergere tutti i collegamenti possibili tra le arti, la musica e il cinema. Di solito nelle riviste sono tutte voci separate. Ognuno si settorializza in un indirizzo ma sarebbe bello una mescolanza, fatta con equilibrio e rispetto, metodologia e rigore. ( Patrizio De Santis)



Uno speciale su Francesco Cusa a cura di Patrizio De Santis - il:2019-05-15

https://globalartisticfusion.blogspot.com/2019/05/francesco-cusa-lo-sguardo-sullarte-che.html?spref=fb&fbclid=IwAR18Vd1_Otfw9ImI57yL_ez_TVgduSAfd-y2zmCoXX64EEdqC-Jb4K58IOU

[- Francesco Cusa, lo sguardo inquieto del musicista Jazz nel mondo introspettivo della parola attraverso una scrittura interiore ed esteriore narrativo, poetica letteraria. Una personalità trasversale che si muove tra il cartaceo e il virtuale cercando di rompere ogni schema - ]

Introduzione servizio :

Francesco Cusa, nato a Catania nel 1966 è un interessante personaggio della cultura italiana, ai più noto come batterista, compositore e improvvisatore di Jazz sperimentale e d' avanguardia nel panorama indipendente italiano, in verità questo uomo è un interessante agitatore sociale e culturale, poeta, scrittore, saggista, fondatore di associazioni e movimenti artistici di grande pregio : in musica voglio citare il collettivo Basse Sfere, di cui conservo il ricordo, e che rese Bologna un centro più tosto importante ed effervescente per quel che concerne la scene Free della libera improvvisazione emiliana degli anni novanta, a cui va accostato poi il ruolo di discografico indipendente con la label " Improvvisatore Involontario "nata da un progetto condiviso con Paolo Sorge e Carlo Natoli, situazioni che da sole parlano di una grande volontà e sopratutto capacità di ritagliarsi spazi d' indipendenza intellettuale e artistica.
Francesco Cusa è anche un attento studioso della controinformazione politica e un attento osservatore delle rivoluzioni digitali e multimediali, con un occhio particolarmente indagatore e analitico per quel che concerne l' esoterismo applicato alle associazioni massoniche. In sintesi, una personalità cosi difficile da incasellare e da etichettare che richiederebbe un tempo di approfondimento sicuramente di largo respiro e narrazione critica, io voglio però sintetizzare la mia scrittura in un piccolo segmento dei suoi progetti, analizzando in questo servizio il suo ruolo di scrittore e di poeta, infine come questo artista riesce ad applicare la scrittura narrativa e poetica alla batteria e all' improvvisazione d' avanguardia jazz, con un cenno del suo spettacolo concettuale Books & Drum per poi cercare di introdurre tutti gli altri aspetti che ruotano intorno al suo mondo. Quindi voglio recensire due libri in mio possesso che considero veramente straordinari, in particolar modo originali e piacevolmente " spiazzanti " , specificando che Cusa ha già diverse pubblicazioni cartacee alle spalle, equamente suddivise in racconti letterari, oppure di poesia, o letteratura in prosa. Per un romanzo ufficiale si dovrà forse attendere, per il momento segnalo che esiste anche la figura del Blogger Cusa che come me si occupa di recensire cinema, romanzi e spettacoli teatrali.

Questo servizio per me sarà piacevole ma visto che sono un' autodidatta anche molto impegnativo, perché nasce come se fosse una scommessa, senza contare che sento la necessità di rinnovare il mio spazio culturale e sentirmi più contemporaneo e nel contempo ho desiderio di trattare argomenti di cultura nazionale.

E' sicuramente un bene il voler allargare il raggio delle tematiche di My Ideal Blog per misurarmi con questa poliedrica figura dell' arte e della cultura italiana alternativa e sotterranea, e volendo Francesco ha aperto la strada anche al sottoscritto. In più l' argomentazione si va ad integrare ad altre realtà di Bologna da me ampiamente trattate, ricordo la pittura digitale, e in generale l' arte multiculturale di Mataro da Vergato, conosciuto attraverso Radiocittà Fujiko, Gianni Venturi e il suo progetto Mantra Informatico, la trilogia musicale e politica di Lucio Dalla e il poeta, professore e intellettuale Roberto Roversi.

Nel fondo articolo vi allegherò dei link Web per poter seguire Francesco Cusa in tutte le molteplici evoluzioni professionali, culturali, live e virtuali. Annuncio che in futuro ritorneremo nel luogo del delitto, magari parlando del progetto musicale Francesco Cusa & The Assassins nella rubrica di approfondimento " La Stanza della Musica "



[ - Novelle Crudeli - Dall' Orrore e dal grottesco quotidiani. Eris ed. "Atropo Narrativa", raccolta di racconti di Francesco Cusa con le illustrazioni del disegnatore Daniele La Planca. - ]

Uno dei progetti più interessanti di Francesco Cusa è indubbiamente la scrittura narrativa del racconto orrorifico, surreale e grottesco che si fonda sugli elementi e le esperienze della realtà quotidiana, che vengono filtrati come in un tracciato di trame oniriche creando a sua volta un effetto spiazzante e di inquietante sconcerto nel lettore. Sarebbe molto banale e riduttivo incasellare un libro come Novelle Crudeli della Eris, una meritevole casa editrice indipendente nel vacuo calderone della scrittura orrorifica, perché non è nulla di tutto questo considerando che ogni racconto presente nell' opera di Cusa tradisce fondamentalmente una critica alla società, un aspetto che si coglie sopratutto nell' ironia cattiva e impietosa e quindi nel sarcasmo utilizzato dall' autore.

E' ovvio dire che il senso della scrittura risiede nella novità, e non solo nello stile, quindi un musicista poliedrico e versatile dell' impro jazz italiano come Cusa forse trova una prospettiva diversa per agire in veste di scrittore in un mondo più tosto inflazionato, perché ci offre argomenti e prospettive interessanti, e volendo guardare nel passato magari ci sono delle reminiscenze culturali giovanili, io le intravedo nei figli del movimento universitario della " Pantera bolognese " e quindi come non citare l' appena successiva scena dei Cannibali documentata in " Gioventù Cannibale ", un fenomeno culturale che poi prese piede come un movimento letterario nazionale, un aureo periodo poi scemato nel consenso e delle lusinghe del mercato. Erano gli stessi anni di Basse Sfere e Francesco Cusa era presente con la sua scena di Jazz sperimentale, accanto alla bravissima Cristina Zavalloni.

In Novelle Crudeli la cosa che mi ha colpito sono gli scenari legati alla Sicilia, attraverso Catania, e l' Emilia Romagna con Bologna, e questo anche perché sono stato nelle due regioni e quindi mi sono reso subito conto che i racconti di Francesco Cusa sono in grado di restituire sempre una parte della realtà, e per un lettore questo non è un aspetto marginale ma al contrario è fondamentale per meglio interpretare quello che è l' immaginario visionario e grottesco della storia, perlomeno da casa, seduti sulla poltrona di un comodo divano.

La scrittura di Novelle Crudeli potrebbe essere letta come un caotico delirio organizzato per sviscerare in verità tutto ciò che nella realtà è il mondo dell' eterna contraddizione tra il male e il bene, perché attraverso un linguaggio politicamente scorretto noi siamo più lucidi e consapevoli per poter osservare e leggere con occhi diversi il nostro presente. Le Novelle Crudeli sono delle cronistorie in veste di potenziali incubi "perfetti" per raccontare gli anni 2.0 ma nell' anarchia irriverente dell' autore mi ritorna in mente una certa canzone d' autore genovese, per esempio un brano di Fabrizio De André, " La Città Vecchia ", oppure la traduzione italiana di Desolation Row di Bob Dylan, ossia " Via della povertà " ( Le trovate entrambe nel disco Canzoni, del 1974, edito dalla Produttori Associati, e ristampato da Sony/ BMG in CD)

Ogni parola utilizzata da Cusa è filtrata attraverso una suggestione terrena ma nel contempo irreale, quindi estraniante, e questo semplicemente perché l' autore fa prendere vita ai pensieri dei personaggi come se ad un certo punto un folata di vento li inducesse al compimento di una folle danza vertiginosa e proprio sul punto di cadere [...] arrivano dei punti di sospensione, oppure il dubbio di una situazione irrisolta e persa per sempre in un allucinante enorme punto interrogativo.
Se ci pensiamo bene noi stiamo vivendo i rapporti umani esattamente così, come se fossero delle Novelle Crudeli dove una grottesca esistenza quotidiana prevale su tutto, attraverso un confuso e schizofrenico senso di alienazione collettiva globalizzata, il tutto centrifugato come in una malattia virale dell' animo e della mente umana. Anche se nel leggere questi racconti tutti voi cercaste di negarne l' aspetto reale vi ritrovereste nell' eterno paradosso della contraddizione umana, che è la dualità tra il bene e il male e per comprendere il senso di ogni cosa occorre conquistarne l' equilibrio, cosa che vale per la scrittura o la lettura di un libro, come per qualsiasi altro aspetto della vita, per esempio la mia recensione.

Menziono le illustrazioni di Daniele La Placa, classe 1979, un nome nuovo ma importante nel mondo del disegno italiano, anche perché ha saputo interpretare Cusa con un tocco scuro e crepuscolare, visionario ma inquieto e disturbato, giocando con il grigio cenere e il nero seppia e con la sfumatura e la luminosità. Io venivo dall' Istituto d' Arte e inizialmente ho cercato di muovermi esattamente in questo stile, scegliendo dei soggetti erotici molto forti e morbosi. La Placa mi mostra la metodologia creativa del lavoro, l' originalità, la perseveranza del risultato, aspetti che io non ho voluto approfondire per scegliere la scrittura. Unire la scrittura al disegno per me è una scelta vincente, in quanto trasversale e nel contempo completa. Per fare bene tale contaminazione Cusa si è avvalso di un disegnatore che io stesso mi riprometto di approfondire.

- Estratto V come Veronica dalla raccolta Novelle Crudeli - Dall' Orrore e dal grottesco quotidiani. Eris ed. "Atropo Narrativa" -

Veronica, era delle tre di Satana la prediletta, colei che recava seco il dono prezioso della Consapevolezza Cieca. Nelle sue vene scorreva inoltre sangue nobile e purissimo.

Confessione
(Referto 1245: lettera dal carcere manicomiale di Reims indirizzata a Mons. Rivaldi)

Mi chiamo Veronica. Le mie mani sono sporche di sangue. Le teste mozzate delle mie due sorelle giacciono ai miei piedi. Non ho mai conosciuto Valentine e Victorie anche se le ho sempre amate. La loro decapitazione è santa. Attorno a me scorre la vita. I due affluenti sono frutto della sorgente dei miei polsi. Essi confluiscono in un unico fiume che dai miei piedi defluisce nella Piana del Tempo. Ciò che scelsi ha a che fare col limite. Il limite non è sondabile, e da allora non posso che amare. Il mondo che io contemplo, tutti voi, ma soprattutto quello dei miei amici e miei cari, arde del vostro anelito nello specchio risanato dei miei affetti. Il significato del sacrificio è dinamico e sigillato dalla Stasi della Rinuncia. Chi non ha saputo guardare al mio cuore senza squarciare il mio petto è dannato. Solo io ho il diritto di esercitare la Violenza in sommo grado. Il mio corpo nudo poggia sulle città malate, sulle metropoli ansanti, sulla civiltà morente.
Le mie lacrime gocciano senza sfaldarsi in grumi di senso e nelle mie sclerotiche risiede il biancore della Genesi. Io incarno le spoglie mortali della Natura Madre. I petali che perdo sono le braci bianche su cui cammina lo stolto e riposa l’asceta, le ceneri non adulterate prodotte dal fuoco sacro della mia stimmate.
In me riposa la Fenice Occitanica e ribolle l’ira del Chiaroveggente. Mai più ci sarà un divenire sotto il mantello del Castigo.
Con deferenza.
V come Veronica.

(Dalla novella ‘V come Veronica’)

[ - Stimmate - Algra Editore, una pubblicazione di odi, canti e poesie del 2018 di Francesco Cusa - ]

" Eri appeso come un quadro di carne vibravi di vita intensa, sulla fine delle cose, sulle ombre di quel giorno rosso violaceo "

Un altro aspetto molto peculiare e interessante di Cusa è la capacità di esercitare più di uno stile e di una tipologia di scrittura, restando profondamente se stesso, un batterista compositore e improvvisatore del jazz creativo e d' avanguardia. Il musicista che si improvvisa scrittore sovente sbaglia se il tutto scade nel sensazionalismo di carattere biografico, cosa che in " Stimmate ", una raccolta veramente interessante di odi, canti poetici e poesie non avviene affatto. Si tratta di un lavoro concettuale molto certosino, suddiviso in ben tre sezioni : Stimmate, Rime Sbavate e Rizoma, che nella prefazione di Giuseppe P. Carbone vengono segnalate come tre ramificazioni di un unico rizoma, nell' accezione empedoclea di Radice con il virtuale dinamismo di essere radice. La radice è il punto focale di tutta la struttura di questa opera poetica, e si tratta in verità di un rizoma lirico invisibile, poiché nella concezione spirituale e essenziale dell' Essere come parte della Radice regna l' invisibile, che è al di là del reale. Sono odi e canti profondamente visionari, pervasi di un aspetto mistico, come ci suggerisce l' eponimo titolo che svetta sulla copertina del libro, dove si intravede una mano metallica e virtuale attraversata da un foro che sta ad indicare la passione del Cristo. Lettura veloce, non complessa ma cantabile e musicale. Io ho voluto selezionare per voi tutti una poesia che fin dal primo momento, leggendola, ho sentito profondamente autentica e sincera nella sua universalità. Nel tema poetico dell' ode " Gli amanti " vi è un significato corale, dove il personale è una voce del collettivo ma nella concezione propria del rizoma della Radici. Non si scrive mai per se stessi, il poeta è un visionario che attraverso l' untrice, purifica il verbo della propria carne per la Stimmate della salvezza.

Gli Amanti

Il nostro amore era il veleno
di cui ci nutrivamo
di lingue respirando
i miasmi dei nostri rantoli.

Ma così e così soltanto
potevamo abbracciare
il nostro patema e le nostre
angosce: ombre
da cogliere di soppiatto.

Giocavamo col veleno
e ci mettevamo tutta la vita
colorando di verde la nostra
morte e rinascendo come arabe
fenici minori.

Le ali spezzate, precipitavamo
da dirupi e vette
nella prospettiva dello schianto.

Continueremo ad essere
ciononostante e ad aggrapparci
l’uno all’altra perché,
se il domani dovesse sorgere storto
e coi raggi divelti come quelli
delle bici rotte e scassate,
noi saremo pronti e macilenti.

Quale sole potrebbe mai riscaldare
la malattia delle budella?
Forse quello rosso sangue
che esplode dalla viscere della Terra
a rendere giustizia ai reietti.
Oh benedetto fiore dell’Apocalisse del nucleo!





Le pubblicazioni che appartengono al mondo della narrativa e della scrittura poetica di Francesco Cusa sono diverse, io ho voluto scrivere di due mie letture recenti ma potrei menzionare anche Racconti Molesti, Eris edizioni, oppure Canti Strozzati, pubblicato dalla casa editrice L' Erudita, ma ciò che mi preme segnalare è lo spettacolo " Drum & Books " dove l' improvvisazione " free " del batterista, percussionista e compositore incontra la lettura di alcuni estratti da Novelle Crudeli, Racconti Molesti, Stimmate, Ridetti e Contradetti, Amori, Dolci e Pillole. Il Francesco Cusa Drum & Books vive di ritmo e parola, di batteria, percussioni, carta e voce, e possiamo incontrarlo nelle librerie e nei teatri che non si lasciano spaventare dalla proposta, apparentemente ardita e inusuale. Mi ero interessato di persona perché avrei desiderato portare questo evento nelle Marche, lungo la costa adriatica, ma trovare degli spazi per la ricerca e la sperimentazione non è stato possibile e ammetto di non conoscere proprio nessuno e di essere stato affrettato nell' inseguire tale entusiasmo e proprio per questo ho voluto scrivere questo servizio. Stiamo vivendo un epoca storica dove bisogna investire sulla parola esattamente come il contadino fa con il seme nella propria terra. Ogni buona sementa necessità di un lungo tempo di attesa, dove è la metodologia del lavoro a fare la differenza, il frutto esulta solo alla fine, attraverso la cura del proprio amore, perché ogni arte, mestiere, lavoro, progetto richiede uno spirito di sacrificio.

Questo è il filo conduttore che potrebbe legarmi alla figura di Francesco Cusa, e che volendo risiede nella raccolta di poesie, canti e odi poetiche Stimmate, dove si parla di Radice , il rizoma invisibile che lega ogni aspetto della vita e dell' arte all' essenza. Per quel che concerne la scrittura di taglio giornalistico vi segnalo il blog http://www.francescocusa.it/blog.php che potete trovare all' interno del sito ufficiale http://www.francescocusa.it/ ma cito anche le collaborazioni con la rivista cinematografica " Lapis ", la rivista " Cultura Commestibile " con la rubrica " Il Cattivissimo " infine la collaborazione on line con Sicilia Report, dove cura la rubrica " Stiletto "

Francesco Cusa è presente nel social network Facebook, ma più di tutti mi interessa segnalarvi una sua pagina veramente particolare e meritevole di analisi e di ogni attenzione, si chiama Esoterismo, letteratura e simbologie : appunti di Frank U.S.A. Sempre nel social di Mark Zuckerberg lo troviamo in Francesco Cusa : Libri / Books, Improvvisatore Involontario, Frank Sinapsi, Francesco Cusa "Nacked Musicians ", Recensioni cinematografiche di Francesco Cusa, e molti altre pagine dove promuove sopratutto il suo contributo come musicista sperimentale nel Jazz italiano.

Una pubblicazione scritta interessante è il metodo di conduction musicale " Nacked Performers " un libro teorico sul concetto di improvvisazione condotta e organizzata " Nacked Musicians " che potrebbe ricordare in lontananza figure come Bill Dixon e Butch Morris, almeno come idea teorica, ma è doveroso sottolineare che si tratta di uno studio certosino e del tutto originale.

My Ideal Blog ha intenzione di riprendere la storia di Francesco Cusa in un secondo tempo, per poter parlare di Jazz e di musica in maniera più approfondita, magari con la recensione di un paio di dischi, per il momento questo e quanto. Ringrazio pubblicamente Francesco per essere stato molto disponibile ma sopratutto per avermi concesso tale fiducia perché per il mio Blog è stato importante e per me uno sprono verso la crescita personale. Inoltre mi ha dato una conferma di cui avevo bisogno, perché questo blog è nato sopratutto perché avevo la necessità di far emergere tutti i collegamenti possibili tra le arti, la musica e il cinema. Di solito nelle riviste sono tutte voci separate. Ognuno si settorializza in un indirizzo ma sarebbe bello una mescolanza, fatta con equilibrio e rispetto, metodologia e rigore. ( Patrizio De Santis)


Recensione dei miei libri Stimmate e Canti Strozzati - Sicilia Report - il:2019-05-09

https://www.siciliareport.it/editoria/la-postfazione/a-cosa-serve-la-poesia-le-stimmate-di-francesco-cusa/?fbclid=IwAR0R45ioMNYm6eYG3XBp0VgdEM9mwkahTqcg_fs56F3FKR0h4sOpqaughM0

A cosa serve la poesia? Le “Stimmate” di Francesco Cusa
di Paolo Zerbo

La presentazione dell’ultimo libro di Francesco Cusa, “Stimmate”, per i tipi di Algra Editore avvenuta in un fresco pomeriggio di maggio al Circolo Nuovo, gestito dalla elegantissima padrona di casa Laura Puglisi, ha visto l’incontro più che di persone, di anime dannatamente e allusivamente pronte a divertirsi tra motteggi, calembour e commenti mordaci. L’esordio senza preamboli è stato dato dallo scultore Francesco Gennaro che ha letto una poesia Silenzio: “Nel sottovuoto giace la coscienza ripiegata in sottili lamelle – morfologia impercettibile – fiera invisibile e feroce pronta al balzo dimensionale”. Come dire alziamoci e andiamo via le pause e i silenzi del musicista Cusa non andrebbero commentate razionalmente ma con versi cantati.


Giuseppe Carbone filosofo nonché “prefattore” detrattore e adoratore del verso cusano ha provato a narrarci il bello della parola poetica che non ha niente a che fare col discorso quotidiano: Deleuze diceva che quando uno parla di sé stesso, della vita, della coscienza, se si va a fondo c’è la sporcizia dell’individuale stesso che non giova non avendo una ragion d’essere, perché relativa e non assoluta come potrebbe essere un’osservazione del tutto priva di individualità. Infatti nessuna di queste poesie o nessun racconto in realtà si può ricondurre all’individualità, all’Io empirico di Francesco Cusa. “È un atto magico / violento / che annichilisce / col suono della carezza / questo pascersi di Luna”. Il fatto che la Luna si pasce di sé stessa è una novità oggettiva rispetto a tutti i riferimenti soggettivi che si hanno dalla Luna che manda le sue benedizioni alle moltitudini.


È impossibile giudicare o parlare in maniera prosaica di poesia e quindi Cusa risponde al filosofo con una poesia dedicata a lui che s’intitola appunto Giuseppe Carbone, felice che per la prima volta ha capito qualcosa della sua narrativa poetica: “Da vecchio resse il suo bastone come stratagemma, per svitare le zoppìe, sul finire ordinò al suo plotone di far fuoco sulle ginestre”.
Le strade non volute delle rime ha sottolineato Sal Costa scrittore è la narrazione poetica oggettiva che più rappresenta Cusa come nella poesia Mia moglie, moglie che lui non ha: “Nel maggio dai giorni grigi mi rammentai dei tuoi bianchi denti di te che cantavi alla Memo remigi d’una Milano dei giorni assenti. Qui dentro il delirio dell’ambulanza come un leone combatto la morte ma tosto mi fiacca in sì folle danza il ricordo lontano di gambe tue storte”.


La psico sessuologa Susanna Basile ha portato il Freud del saggio “Il poeta e la fantasia”: “L’uomo felice non fantastica mai solo l’insoddisfatto lo fa. Sono i desideri insoddisfatti le forze motrici delle fantasie e ogni singola fantasia è appagamento di desiderio una correzione della realtà che ci lascia insoddisfatti”.
E l’Estasi? L’amore divino? Le preghiere ad ogni Dio? Sembrano essere invece portatori di grande soddisfazione. In coro hanno ribadito i relatori. La tesi freudiana non regge.
L’editore di Algra Alfio Grasso ribadisce che ognuno dice cose diverse nella poesia di Cusa soprattutto la stessa persona vede qualcosa di diverso ad ogni presentazione, quindi i suoi scritti hanno qualcosa di prepotentemente valido, oggettivo, riconosciuto e vitale.
La poesia Miasmi ne è un esempio.
Miasmi
È nella virtù latrinocentrica che si fonda la civiltà dei popoli, nel suo centro nascosto doppio, antitetico.
C’è un sopra. C’è un sotto.
Apparenze, devianze, storture di matrice aristotelica.
Lo spettro della città è la sua divinità fognaria lustrata e agghindata con gli orpelli del fatiscente.
Metropoli come nèi purulenti l’immane roteare di pianeti coi porri.
Zeus è il padre della flatulenza e il suo dardo è di color marrone.

Recensione di Francesco Cusa & The Assassins Meets Duccio Bertini: Black Poker per All About Jazz - il:2019-05-02

https://www.allaboutjazz.com/black-poker-francesco-cusa-cleen-feed-review-by-neri-pollastri.php?fbclid=IwAR15veoKJ12jgWyk6JntrACpgvzLvGlqhNHqFOFhFx5HYMspW-bCE7Hsi9M&width=1280

Francesco Cusa & The Assassins Meets Duccio Bertini: Black Poker

Neri Pollastri By NERI POLLASTRI
May 1, 2019
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Francesco Cusa & The Assassins Meets Duccio Bertini: Black Poker

Singolare e riuscita interazione tra un quartetto jazz e un cameristico quartetto d'archi, operata attraverso la mediazione di due musicisti curiosi e coraggiosi -il batterista Francesco Cusa, che ha portato con sé i suoi The Assassins, e il compositore e direttore d'orchestra Duccio Bertini, che ha arrangiato i brani, in gran parte di Cusa e in due casi della sua stessa penna.

Il lavoro si è sviluppato a partire da composizioni di Cusa, sulle quali Bertini ha lavorato per comporre la parte del quartetto d'archi (il Florence Art Quartet che, si noti, è di estrazione classica) in modo che le due parti si fondessero sia come discorso musicale, sia come suono. All'ascolto del disco, ne scaturisce qualcosa di davvero molto lontano dalla "tradizionale" interazione tra jazz e archi che è stato possibile ascoltare relativamente spesso almeno dal 1949, anno di uscita di Charlie Parker With Strings: qui gli archi non accompagnano, abbelliscono o rifiniscono quanto espresso dai jazzisti, bensì interagiscono con piena titolarità. E ciò vale non tanto quando -in "Interludio" ed "Elegia" -prendono la scena in solitudine, eseguendo composizioni originali di Bertini, liricamente contemporanee e che danno un respiro diverso alla musica di The Assassins, ma soprattutto quando si intrecciano direttamente al suono del quartetto.

Lo si coglie bene fin dall'avvio del disco, dove -dopo l'attacco ritmico della formazione jazz—prima il violino in modo lancinante, poi gli altri archi si inseriscono nel discorso complessivo dicendo cose nuove, diverse, complementari. Lo stesso accade nel più meditativo prosieguo della traccia, quando gli archi addirittura interagiscono con l'elettronica, per poi farsi da parte e lasciare spazio all'assolo del tenore di GIOVANNI BENVENUTI—per inciso, un sassofonista di gran classe che finora non ha ricevuto l'attenzione che meriterebbe -fino alla conclusione, un duetto tra il pianoforte e violino pizzicato.

Nel resto del disco le cose proseguono variando ripetutamente le relazioni tra le due sezioni della formazione: in "The Act Of Killing Music," per esempio, gli archi introducono la musica del quartetto jazz, ma vi intervengono anche all'interno, ora distanziandosi dai ritmi, ora conferendo un colore diverso, ora perfino unendosi all'unisono per dettare il tema; non diversamente in "Kirtimukha," ove è il quartetto a partire -e con che intensità! -per lasciare poi che gli archi "avvolgano" il successivo solo del tenore.

Complessivamente i ripetuti cambi d'atmosfera, i riferimenti ora a scenari orchestrali, ora ad avanguardie d'improvvisazione, gli equilibratissimi impasti timbrici e il non meno attento interscambio tra una formazione d'impianto ritmico, quale The Assassins del batterista siciliano, e una lirica, qual è un quartetto d'archi classico, danno vita a un disco estremamente moderno, ricco di elementi d'interesse, oltre che di ascolto piacevolissimo.

Track Listing: Spades/Picche; The Act Of Killing Music (The King); Clubs/Fiori; Dr. Akagi (The Queen); Interludio; Diamonds/Quadri; Kirtimukha (Haesrts/Cuori); Elegia.

Personnel: Francesco Cusa: batteria. The Assassins: Giulio Stermieri: pianoforte, organo Hammond; Flavio Zanuttini: tromba, elettronica; Giovanni Benvenuti: sax tenore. Florence Art Quartet: Daniele Iannaccone: violino; Lorenzo Borneo: violino; Agostino Mattioni: viola; Cristiano Sacchi: violoncello. Duccio Bertini: tastiere in “Elegia”.

Title: Black Poker | Year Released: 2018 | Record Label: Cleen Feed

Recensione di FCTrio per il "Corriere del Sud" - il:2019-04-27

Da Francesco Cusa (FCT) all'Arcadia Trio: due album concettuali per terzetto jazz

Amedeo Furfaro Società e costume 24 Aprile 2019 Visite: 240

http://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/28730-da-francesco-cusa-fct-all-arcadia-trio-due-album-concettuali-per-terzetto-jazz.html?fbclid=IwAR1kG-ToMWVkg1gr6Gc2G3CliJ29dLEP-cYk0lTYpfuVnfmnfP8JkEEuDFE

Le forme del Trio. Partiamo da quello del batterista Francesco Cusa in un singolare disco dal titolo From Sun Ra To Donald Trump/ Francesco Cusa Trio meets Carlo Atti T. (Clean Feed). Sun Ra d'accordo. Ma il jazz e Trump? Di Clinton sassofonista si sa e di Obama che, secondo alcuni, sarebbe divenuto presidente USA anche per merito del jazz, pure. Ma l'attuale capo della Casa Bianca che ci azzecca? Presto detto. O quasi. Il terzetto in questione e cioė Francesco Cusa alla batteria, Simone Graziano al piano e Gabriele Evangelista al contrabbasso plus Carlo Atti T. ai sax, lo assurge a totem dell'odierna era della schiumizzazione di una societá insicura, postglobale, finanziarizzata: "la schiuma rende bene questo implodere ed esplodere di sfere che si intersecano. Non c'è più centro, perchè ogni punto è virtualmente il centro" (Peter Sloterdijk). I musicisti scoprono di essere cittadini di un pianeta in cui non si riconoscono, e riparametrano una musica che possa situarsi in tale contesto senza confacervisi. Circumnavigano quell'universo - e qui ci può stare il riferimento a Sun Ra- e lo fanno con le poliritmie di Cusa, il pianismo esplorativo di Graziano, il contrabbassismo vibrante di Evangelista e in aggiunta il sassofono metamorfico di Atti. Nell'insieme il gruppo dá forma ad una materia intrisa di idee ed ideali, che fanno a pugni, questi ultimi, con la realtá dell'illusione capitalistica nata con il liberismo di Adamo Smith, passato per Keynes e, fra boom e recessioni, giunta fino alla odierna foam society. Un brano che meglio rende bene questa trasposizione della moderna storia economica in jazz è Delivering a load of musical boxes to Wall Street (Consegnare un carico di carillon nella sede di Wall Street) pieno zeppo di nodi relazionali, grovigli simbolici, pulsioni vitali di contrasto ad un ambiente tarato.

Del batterista catanese da segnalare inoltre, per la stessa label portoghese, Black Power / Francesco Cusa & The Assassins Meets Duccio Bertini (ed il Florence Art Quartet) e l'altro cd Love, per i tipi di Improvvisatore Involontario, inciso con The Assassins e cioė Giulio Stermieri (hammond, piano) Flavio Zanuttini (tromba, electronics) e Giovanni Benvenuti (sax). Infine, andando un pò indietro nel tempo, Wet Cats, in duo col pianista Gianni Lenoci (Amirani).

Recensione di FC & The Assassins "Black Poker" - Percorsi Musicali - il:2019-04-24

"Tra i principali pregi del batterista Francesco Cusa c'è quello di vivere la musica al pari di una lettura impegnata: certamente tra il suo jazz e il racconto letterario (dall'artificio linguistico alla simbologia) risiede un collegamento invisibile, identificato da propria visuale; il fatto di essere anche uno scrittore nobilita gli argomenti musicali, così come è successo con Black Power, un lavoro che Cusa desiderava fare da tempo, ossia unire gli sforzi di uno dei suoi usuali quartetti (The Assassins, con Zanuttini alla tromba, Stermieri alle tastiere e Benvenuti al sax tenore) con quelli di un quartetto d'archi. Tale circostanza si è materializzata con la pubblicazione di Black Poker, cd in cui Cusa rielabora musica con l'intento del giocatore di poker, diviso tra il rischio e l'avarizia. Il poker sveglia in me ricordi di ragazzino indelebili: invitato a giocare per la prima volta ne compresi in poco tempo le insidie, molto simili a quelle della vita; ed è il motivo per cui si fa presto ad evitare! La musica, però, quando ben fatta, può essere in grado di segnalare situazioni impossibili da ricevere nell'ascolto, e il Black Poker di Cusa usa il free jazz e gli archi per stendere delle sensazioni affini agli argomenti: memore degli esperimenti dell'Ornette Coleman di Forms and sounds, dello string quartet of the chamber symphony of Philadelphia o, ancor meglio, della sua organizzazione armolodica in Dedication to poets and writers, Cusa e i suoi collaboratori sintonizzano le loro improvvisazioni nel giusto contesto ritmico ed immaginativo di un racconto simile ad una scala in cui entro ciascun gradino c'è un universo di umori e vicende. Nel caso di Black Poker le figure (re, regina, pali delle carte) reclamano una loro sopravvivenza e non c'è nulla nella musica che non tenda alla coerenza, anche a costo di sconfinare: è jazz circolare, con molte imperfezioni volute sulla tonalità, qualche tecnica estensiva ed un riposizionamento sugli archi (il Florence Art Quartet con Daniele Iannacone e Lorenzo Borneo ai violini, Agostino Mattioni alla viola e Cristiano Sacchi al violoncello), che agisce da giusto contrappeso, grazie anche all'esperienza del compositore/arrangiatore Duccio Bertini, specializzato in arrangiamenti per bands e grandi organici strumentali, vera arma in più per la musica, il quale accanto ad un apporto elargito alle dinamiche evolutive della composizione di Cusa, inietta per conto suo anche austerità sotto forma di interludio o di elegia".

https://ettoregarzia.blogspot.com/2019/04

"Una vita sola non basta: jazz, follia, cinema e libri di Francesco Cusa" di Federico Fini - il:2019-04-14

https://www.chiediame.com/home/francesco-cusa-jazz-da-ascoltare-libri?fbclid=IwAR0Dccj8BAvibpjvuYBvx_EB14E8opKpFz3DKFysJ0EuramI7Rw82RTLPkM

Una vita sola non basta: jazz, follia, cinema e libri di Francesco Cusa
Batterista (ha suonato con i più grandi, da Paolo Fresu, a Andy Sheppard, Kenny Wheeler e molti altri), poeta, scrittore, ma non solo...

In questo blog cerco spesso il punto di congiunzione tra jazz, vita e letteratura. Terminato il romanzo Chiedi a Coltrane (a proposito, dovrebbe essere disponibile in libreria sugli store online tra un paio di settimane). ho scritto a Francesco Cusa e l'ho avvertito che era stato citato all'interno del libro. Inviatogli il pdf, mi ha risposto, chiedendomi quale fosse il passaggio a cui mi riferivo.
L'inciso nel romanzo era il seguente: ".. Francesco Cusa & The Assassins iniziarono a suonare il loro jazz duro. Le battute si interrompevano di continuo. Un susseguirsi di attimi violenti, disordinati, involontari e poi la melodia, per vera che possa essere..." , perché il jazz è l'arte più simile alla vita e quella sera, nell'unica volta che Francesco ha suonato al Pinocchio Jazz Club di Firenze, avevo riconosciuto la somiglianza. Gli ho precisato soltanto che la frase "la melodia per vera che possa essere" era riferito al fatto che il jazz, quello autentico, allude all'armonia, ma non la suona mai per davvero, così come la verità che non può essere raccontata perché quando la narri svanisce. "Il tuo jazz.." ho concluso ".. è rimando, smembramento e ricostruzione, allusione, così come occorre." Credo che la definizione gli sia andata bene..
Francesco Cusa ha suonato con i migliori nella scena italiana (Paolo Fresu, Gianni Gebbia..), estera (Andy Sheppard, Kenny Wheeler, Don Byron...) e figura a pieno titolo tra i personaggi più interessanti che mettono insieme narrazione e musica. Critico cinematografico, poeta, scrittore, jazzista. Troppa roba? Il filo conduttore è, in realtà, unico e si sviluppa a partire dalla sua inquietudine , indipendenza e conseguente libertà. Prendo come riferimento due suoi lavori: il progetto musicale Black Poker sviluppato insieme ai suoi Assassins (Giulio Stermieri hammond, piano, Flavio Zanuttini trumpet, electronics, Giovanni Benvenuti tenor sax) e il Florence Art Quartet ( Daniele Iannaccone violin, Lorenzo Borneo violin, Agostino Mattioni viola, Cristiano Sacchi cello, Duccio Bertini keyboards ) e la raccolta di racconti Novelle Crudeli pubblicata per Eris Edizioni.
Il progetto Black Poker mette insieme il senso stesso del jazz che di per sé è esplorazione, non ha confini. Grazie al Florence Art Quartet e alle composizioni di Duccio Bertini il viaggio procede dal perimetro rarefatto della musica classica (Interludio, Elegia), fino all'anima più divertente e libera di Cusa & Assassins in Dr. Akagi The Queen, Diamonds-Quadri o alla splendida Spades-Picche in cui avviene la vera e propria fusione tra assassini e quartetto. Ma come nella letteratura occorre far propri i classici per poi ucciderli, così nel brano The Act of Killing Music (the King) il cerchio si chiude, partendo dagli archi, contaminandoli, giocando con stridori, dissonanze, provando a strozzare la melodia (ma anche un rantolo se ben impiegato è musica). Davvero un progetto interessante e meritevole di attento ascolto.

Poi succede che Francesco Cusa se ne vada per i fatti suoi, senza band al seguito, e suoni le parole. Lo fa utilizzando la poesia, inserendola nella stessa narrazione. Da qui nascono le Novelle Crudeli.

Leggendolo mentre aspetto che mi lavino la macchina (era dannatamente sporca) mi sembra di essere immerso nel futuro, sia per la sensazione di solitudine che associo più o meno inconsciamente all'evoluzione digitale, sia per il precipitare delle parole (sempre profondamente curate) che descrivono con velocità pazzesche, a volte con l'aiuto degli stessi a capo per isolare i concetti, sentimenti e decadimenti dell'essere umano. Confondendo reale e narrato, percepisco lo stesso addetto al lavaggio quale funzionario di stazioni intergalattiche, tendenzialmente ostile, Francesco Cusa quando scrive non sembra aver fiducia nella massa, neanche nell'essere umano e, probabilmente, neppure in sé stesso. Alla fine l'unica faccenda nobile a questo mondo e in qualsiasi altro è abbandonarsi e stare ad osservare ciò che avviene, tanto più la fine. Farsi frullare dagli spazzoloni del lavaggio e uscirne scheletro lucente.
Altro straniamento: mentre mi giunge sul collo il pulviscolo umido, residui dell'incessante opera del lavaggio auto, mi pare di essere ripiombato dentro Canti del Caos di Antonio Moresco, da cui mi sono staccato proprio per far posto ai Racconti di Cusa. Moresco è un maestro del nitido caos, mentre Cusa preferisce lo scarto improvviso, l'aggroviglio, la sedimentazione, eppure la matrice è paragonabile. Basta così, macchina pulita e profumata.
Aggiungo che Novelle Crudeli è stato illustrato da Daniele La Placa, che lo ha immerso nel sogno, il che istintivamente mi ha consentito di accostarlo ad una graphic novel pur non essendolo e non tanto per le illustrazioni, quanto per lo stile e la solitudine dei personaggi. Eroi alla rovescia, pronti a uccidere e a farsi uccidere, perché alla fine la loro stessa morte è l'unica purificazione possibile. L'ironia amara balena pure lei costantemente in mezzo allo sfacelo, a scariche elettriche nel panorama plumbeo, a colpi di pistola. Da leggere, scegliendo tra le circa 300 pagine i racconti preferiti (per me Virgen 45).
Come legare, quindi, Racconti crudeli a Black Poker? Libertà, indipendenza e inquietudine sostanziano entrambi i percorsi, sebbene in dosaggi diversi. Quando Francesco Cusa resta solo di fronte al pc, adopera una band di fantasmi, diventa personaggio tra i personaggi. Il jazz, invece, lo restituisce a sole e alla pioggia, agli altri musicisti che suonano con lui, gli consente di tendere la mano all'universo. Cupo, onirico, struggente quando scrive, libero sperimentatore, assemblatore di suoni e altre sensibilità quando usa le bacchette. Ma in entrambi i casi consapevole che solo alludendo, si evita il grossolano errore di provare a svelare il mistero che alla base delle nostre stesse vite.
Buon ascolto e buona lettura.
Se ti è piaciuto il post ti consiglio di leggerti anche La Spagna contemporanea da leggere.
Se sei curioso del mio romanzo Chiedi a Coltrane che a breve sarà disponibile in libreria e negli store online, intanto guarda questo breve book trailer.
Se vuoi ascoltare la colonna sonora di Chiedi a Coltrane (il meglio del jazz contemporaneo, compreso un brano di Francesco Cusa & Assassins) ascolta la playlist Chiedi a Coltrane

Una vita sola non basta: jazz, follia, cinema e libri di Francesco Cusa: di Federico FINI - il:2019-04-14

https://www.chiediame.com/home/francesco-cusa-jazz-da-ascoltare-libri?fbclid=IwAR0Dccj8BAvibpjvuYBvx_EB14E8opKpFz3DKFysJ0EuramI7Rw82RTLPkM

Una vita sola non basta: jazz, follia, cinema e libri di Francesco Cusa
Batterista (ha suonato con i più grandi, da Paolo Fresu, a Andy Sheppard, Kenny Wheeler e molti altri), poeta, scrittore, ma non solo...

In questo blog cerco spesso il punto di congiunzione tra jazz, vita e letteratura. Terminato il romanzo Chiedi a Coltrane (a proposito, dovrebbe essere disponibile in libreria sugli store online tra un paio di settimane). ho scritto a Francesco Cusa e l'ho avvertito che era stato citato all'interno del libro. Inviatogli il pdf, mi ha risposto, chiedendomi quale fosse il passaggio a cui mi riferivo.
L'inciso nel romanzo era il seguente: ".. Francesco Cusa & The Assassins iniziarono a suonare il loro jazz duro. Le battute si interrompevano di continuo. Un susseguirsi di attimi violenti, disordinati, involontari e poi la melodia, per vera che possa essere..." , perché il jazz è l'arte più simile alla vita e quella sera, nell'unica volta che Francesco ha suonato al Pinocchio Jazz Club di Firenze, avevo riconosciuto la somiglianza. Gli ho precisato soltanto che la frase "la melodia per vera che possa essere" era riferito al fatto che il jazz, quello autentico, allude all'armonia, ma non la suona mai per davvero, così come la verità che non può essere raccontata perché quando la narri svanisce. "Il tuo jazz.." ho concluso ".. è rimando, smembramento e ricostruzione, allusione, così come occorre." Credo che la definizione gli sia andata bene..
Francesco Cusa ha suonato con i migliori nella scena italiana (Paolo Fresu, Gianni Gebbia..), estera (Andy Sheppard, Kenny Wheeler, Don Byron...) e figura a pieno titolo tra i personaggi più interessanti che mettono insieme narrazione e musica. Critico cinematografico, poeta, scrittore, jazzista. Troppa roba? Il filo conduttore è, in realtà, unico e si sviluppa a partire dalla sua inquietudine , indipendenza e conseguente libertà. Prendo come riferimento due suoi lavori: il progetto musicale Black Poker sviluppato insieme ai suoi Assassins (Giulio Stermieri hammond, piano, Flavio Zanuttini trumpet, electronics, Giovanni Benvenuti tenor sax) e il Florence Art Quartet ( Daniele Iannaccone violin, Lorenzo Borneo violin, Agostino Mattioni viola, Cristiano Sacchi cello, Duccio Bertini keyboards ) e la raccolta di racconti Novelle Crudeli pubblicata per Eris Edizioni.
Il progetto Black Poker mette insieme il senso stesso del jazz che di per sé è esplorazione, non ha confini. Grazie al Florence Art Quartet e alle composizioni di Duccio Bertini il viaggio procede dal perimetro rarefatto della musica classica (Interludio, Elegia), fino all'anima più divertente e libera di Cusa & Assassins in Dr. Akagi The Queen, Diamonds-Quadri o alla splendida Spades-Picche in cui avviene la vera e propria fusione tra assassini e quartetto. Ma come nella letteratura occorre far propri i classici per poi ucciderli, così nel brano The Act of Killing Music (the King) il cerchio si chiude, partendo dagli archi, contaminandoli, giocando con stridori, dissonanze, provando a strozzare la melodia (ma anche un rantolo se ben impiegato è musica). Davvero un progetto interessante e meritevole di attento ascolto.

Poi succede che Francesco Cusa se ne vada per i fatti suoi, senza band al seguito, e suoni le parole. Lo fa utilizzando la poesia, inserendola nella stessa narrazione. Da qui nascono le Novelle Crudeli.

Leggendolo mentre aspetto che mi lavino la macchina (era dannatamente sporca) mi sembra di essere immerso nel futuro, sia per la sensazione di solitudine che associo più o meno inconsciamente all'evoluzione digitale, sia per il precipitare delle parole (sempre profondamente curate) che descrivono con velocità pazzesche, a volte con l'aiuto degli stessi a capo per isolare i concetti, sentimenti e decadimenti dell'essere umano. Confondendo reale e narrato, percepisco lo stesso addetto al lavaggio quale funzionario di stazioni intergalattiche, tendenzialmente ostile, Francesco Cusa quando scrive non sembra aver fiducia nella massa, neanche nell'essere umano e, probabilmente, neppure in sé stesso. Alla fine l'unica faccenda nobile a questo mondo e in qualsiasi altro è abbandonarsi e stare ad osservare ciò che avviene, tanto più la fine. Farsi frullare dagli spazzoloni del lavaggio e uscirne scheletro lucente.
Altro straniamento: mentre mi giunge sul collo il pulviscolo umido, residui dell'incessante opera del lavaggio auto, mi pare di essere ripiombato dentro Canti del Caos di Antonio Moresco, da cui mi sono staccato proprio per far posto ai Racconti di Cusa. Moresco è un maestro del nitido caos, mentre Cusa preferisce lo scarto improvviso, l'aggroviglio, la sedimentazione, eppure la matrice è paragonabile. Basta così, macchina pulita e profumata.
Aggiungo che Novelle Crudeli è stato illustrato da Daniele La Placa, che lo ha immerso nel sogno, il che istintivamente mi ha consentito di accostarlo ad una graphic novel pur non essendolo e non tanto per le illustrazioni, quanto per lo stile e la solitudine dei personaggi. Eroi alla rovescia, pronti a uccidere e a farsi uccidere, perché alla fine la loro stessa morte è l'unica purificazione possibile. L'ironia amara balena pure lei costantemente in mezzo allo sfacelo, a scariche elettriche nel panorama plumbeo, a colpi di pistola. Da leggere, scegliendo tra le circa 300 pagine i racconti preferiti (per me Virgen 45).
Come legare, quindi, Racconti crudeli a Black Poker? Libertà, indipendenza e inquietudine sostanziano entrambi i percorsi, sebbene in dosaggi diversi. Quando Francesco Cusa resta solo di fronte al pc, adopera una band di fantasmi, diventa personaggio tra i personaggi. Il jazz, invece, lo restituisce a sole e alla pioggia, agli altri musicisti che suonano con lui, gli consente di tendere la mano all'universo. Cupo, onirico, struggente quando scrive, libero sperimentatore, assemblatore di suoni e altre sensibilità quando usa le bacchette. Ma in entrambi i casi consapevole che solo alludendo, si evita il grossolano errore di provare a svelare il mistero che alla base delle nostre stesse vite.
Buon ascolto e buona lettura.
Se ti è piaciuto il post ti consiglio di leggerti anche La Spagna contemporanea da leggere.
Se sei curioso del mio romanzo Chiedi a Coltrane che a breve sarà disponibile in libreria e negli store online, intanto guarda questo breve book trailer.
Se vuoi ascoltare la colonna sonora di Chiedi a Coltrane (il meglio del jazz contemporaneo, compreso un brano di Francesco Cusa & Assassins) ascolta la playlist Chiedi a Coltrane

Per Bad Music Jazz FC & THE ASSASSINS "Black Poker" - il:2019-04-12

Per Bad Music Jazz FC & THE ASSASSINS "Black Poker" uscito per Clean Feed con Giovanni Benvenuti Flavio Zanuttini Giulio Stermieri Francesco Cusa Duccio Bertini, insieme a Marc Ribot, Mary Halvorson ecc.

Bad Music Jazz
5 h ·
Mariola Membrives & Marc Ribot, Albert Marquès, Sabina Witt Music, Mary Halvorson i Francesco Cusa - Drummer a Bad Músic Jazz número 188*, el programa de jazz de la factoria Bad Music Radio, a scannerFM, aquí: https://www.scannerfm.com/membrives-ribot-albert-marques-s…/.

Mariola Membrives & Marc Ribot, Albert Marquès, Sabina Witt Music, Mary Halvorson e Francesco Cusa-Drummer al bad musicista jazz numero 188 *, il programma di Factory Jazz Bad Music Radio , scannerFM, qui:
https://www.scannerfm.com/membrives-ribot-albert-marques-sabina-witt-mary-halvorson-francesco-cusa/.
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Recensione per Fc & The Assassins "Black Poker". per "The Whole Note March 2019". - il:2019-03-23

"Another method of pushing an already constituted string section into an anomalous challenge is to mate it with another group. Black Poker (Clean Feed CF 504 CD) does just that, as Italian drummer Francesco Cusa and his band the Assassins with trumpeter/electronics manipulator Flavio Zanuttini, tenor saxophonist Giovanni Benvenuti and keyboardist Giulio Stermieri are joined by the violinists Daniele Iannaccone and Lorenzo Borneo plus violist Agostino Mattioni and cellist Cristiano Sacchi who make up then Florence Art Quartet (FAQ). Although the two quartets each have a track to themselves – with the result too syrupy in the FAQ’s case – Black Poker’s achievement is how well the ensembles’ dissimilar textures integrate. Staring with “Spades/Picche”, the first track, the polished swing of the Assassins, expressed most obviously in processed upsurges from Zanuttini and pensive reed breaks from Benvenuti, is first buttressed and then challenged via pizzicato pops from the FAQ. Sophisticated enough to divide its role on “Clubs/Fiore” into high-pitched violin swirls and mid-range viola and cello vibrations, the FAQ is the antithesis of a clichéd string section. As Benvenuti’s altissimo runs plus Stermieri’s tremolo cadenzas as well as Cusa’s faultless yet hard rebounds move the narrative forward while making it more overtly rhythmic, the string shimmies provide the theme with flexibility and sparkle. Key role reversal occurs in the penultimate “Kirimukha (Hearts/Cuori)”, where the tenor saxophonist’s heart-rending solo is more pulpy than anything the individual strings play and it’s the FAQ’s bent note refrain and string scrubbing plus shrill notes dug out from the trumpet’s innards that ensue the tune returns the head’s jolly march and away from mawkishness".