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Francesco Cusa - Official Website - Recensione di SUICIDE SQUAD di David Ayer (voto 8)

Recensione di SUICIDE SQUAD di David Ayer (voto 8)

2016-08-24

“Suicide Squad” è un film smaccatamente parodistico, che si rifà in maniera surreale alla stesse vicende che furono già del primo fumetto del '59. Il film è un piccolo gioiellino, a patto di relazionarsi ad esso con la predisposizione corretta: è un prodotto da blockbuster, un grand guignol spettacolare sotto forma di gangster movie. Siamo dalla parti del videogame simil sparatutto (emblematiche le efficaci schede introduttive dei personaggi), del prodotto di nicchia mainstream, del cinema scacciapensieri - cos’è la didascalica colonna sonora è una smaccata dichiarazione di intenti? Il film non vive alcuna coerenza tragico-drammaturgica; Ayer se ne sbatte della coerenza psicologica dei personaggi, teso com’è a realizzare una sorta di filmaccio, di spettacolare boiata, di apoteosi del difetto, scavando nel torbido per estrarre lucentissimi perle e squarci di cinema puro, adamantino.
Il senso dell’opera sta tutto nelle curve e nelle smorfiette di “Harley Quinn” (una deliziosa e spietata Margot Robbie), le cui moine definiscono il territorio e la mappatura di un percorso accidentato e privo di direzionalità, e in definitiva, è come se tutto il senso estetico del progetto finisse con l’implodere nel suo ghigno smagliante per poi brillare nello smalto di un sorriso post-jokeriano: a intermittenza. “Suicide Squad” è un film che può essere apprezzato solo da chi ha ben esplorato la trilogia videoludica di Batman, in cui le vicende di Harley Quinn prendono surrettiziamente corpo e forza estetica, facendosi breccia nel territorio del dominio ossessivo del Joker classico. Ecco: è un film confusionario dominato dalla “shakti” di Harley Quinn.
Joker è perfetto in questa gigionesca versione da comprimario e ogni cosa è trattata in maniera volutamente caciarona. Per il resto, sarebbe come criticare la versione Lego di Star Wars perché i personaggi sono troppo “plasticosi”. Al netto di tutto ciò, rimangono delle autentiche perle registiche e visive. Su tutte il tuffo nella vasca che celebra l'amore di Joker ed Harley Quinn nel tripudio del disfacimento del colorante. Comunque sia, io darei l'oscar al regista solo per l'aver tratteggiato lei in queste fattezze, per avercela offerta in pasto sul grande schermo. Il film l'ho visto in 3D. I titoli di coda sono un capolavoro: una chicca che da sola vale 10 euro.