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Francesco Cusa - Official Website - Mio scritto per Improvvisatore Involontario

Mio scritto per Improvvisatore Involontario

2014-01-30

"Improvvisatore Involontario non serve a niente. E' la condivisione di un'utopia. Di obiettivi concreti messi al servizio della Bellezza. In questi tempi di falso e materico concreto, condividere un'esperienza che muova da istanze siderali per poi (semmai) coagularsi in calchi e impronte Ŕ giÓ troppo. Suona quasi blasfemo per queste geografie del mentale, nelle derive, nelle scissioni di ogni ecosistema. Muovere da alte vette, indi planare verso lidi e porti. Ci˛ che rimane. E' nello "scarto" che semmai si prende coscienza d'esser musicisti, d'esser collettivo, d'essere una label, un ufficio stampa, d'essere festival. Non occorre iscriversi, entrare a far parte di una realtÓ come quella di Improvvisatore Involontario se non si riverbera, se non ci si intende al volo, con la complicitÓ dello sguardo. Le macerie del nostro tempo artistico stanno lý a testimoniare che occorre altro. Che non basta "organizzarsi", "fare gruppo", "produrre". Che Ŕ necessaria una radicale virata, una "mutazione della prospettiva". Tutti possono entrare e far parte di I.I. Chiunque: dal simpatizzante, al cuoco, al musicista. I.I. non Ŕ dunque un collettivo in senso stretto. E' un movimento artistico e d'opinione (in senso lato). Una realtÓ camaleontica che muta in funzione delle sue parti, di chi vi entra e pone il suo imprintig. E' la piattaforma instabile di chi ha la voglia e la forza di cambiare ci˛ che sembra conquista sempiterna. Non domani. Adesso. Nella precarietÓ del "per sempre". I.I. deve diventare il "tempio" in cui si vampirizza lo "stato delle cose", in un perenne ciclo di permutazioni. Solide fondamenta sul Crocevia del Sospeso. Quindi perchÚ iscriversi ed entrare in II? Risposta: Per riconoscersi".

Francesco Cusa Presidente di Improvvisatore Involontario.