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Francesco Cusa - Official Website - Mio articolo per la rivista "Cultura Commestibile" - "GiamPi ed epodi". Per la r

Mio articolo per la rivista "Cultura Commestibile" - "GiamPi ed epodi". Per la r

2013-10-27

Leggo un libro al parco. C’è un timido sole. Pallido. Padano. Leggo Lovecraft. Di giorno. In realtà sono seduto su una panca che sta al centro di una lunga schiera di tavolini in legno. Scomode tavole in cianotico sole. Assieme a me, due ragazze. Do loro le spalle. Parlano di un certo Giampi. Giampi lo chiamiamo. Giampi lo sentiamo. E quanto è fico Giampi. La mistura di sensazioni - evidentemente il Dagon di HPL esercita un notevole magnetismo - finisce col far materializzare al mio sguardo interiore un abnorme ex presidente della Repubblica, qual ributtante creatura, oscenamente corrotta nelle sembianze: tal Azeglio Giampi. Una di queste studentesse, la più brutta, quella con l’apparecchio ai denti e il culo espanso nel jeans violentato, osa chiedermi l’iphone. Senta, potrei fare una chiamata? Mi è finito il credito. Io chiedo perché e se è urgente. No, devo solo avvertire un amico. Per un’assurda Legge della Concessione, appunto concedo il mio prezioso apparecchio. MI rigiro di spalle facendo finta di leggere. Dagon appare dalle profondità ctonie dei mari, ed io con la coda dell’occhio, vigilo sulla culona brufolazzata, non sia poi mai che questa mi scappi con l'oggetto deliziosamente sincronizzato sulla mia nuvola di iclouds, assieme ai miei Mac.Pronto Giampi? Che Fai? Possiamo venire? …cioè ma sei a casa?...con gli altri? Ma io e la Molly possiamo venire?...daiii…stronzo…ok?...prendiamo il 19?...dai rispondi Giampi che non sono con il mio telefonooo!...ma c’è quella?...Ok noi veniamo, se possiamo entriamo sennò…“…Dio quella mano! La finestra! La finestra!”. E’ il finale di Dagon. La butterata mi restituisce il mio prezioso iphone 4Gs e io noto con rabbia che l’amica, la Molly, è proprio un gran bel pezzo di figliola (Prendilo tu il mio iphone cara, tienilo pure Molly mia, fai tutte le chiamate che vuoi, anche all’estero…sai ho una speciale promozione…). Mi riprendo il telefono e rispondo con un glaciale prego ad un miserabile grazie, bofonchiato dalla culona dal volto crepato - ne vendono di cremine mia cara. “Grazie” che arriva, incastonato come una perlina, fra, “quel bel pezzo di/grazie/merda di Giampi”, digrignato all'amica. I due prodotti dell’euro vanno in direzione autobus 19, connessioni metropolitane di zucche vuote, di culi in antitesi, di vecchi incarogniti che prendono l’autobus senza motivo, giusto per metterti in imbarazzo, per farsi dare il posto a sedere. Pensio-nati, nati per la pensione. Rimango da solo. Nel frattempo le nuvole hanno ricoperto quel che resta del Sole. Mi guardo attorno: il prato. Famiglie di extracomunitari che spingono i pargoli sulle tristi altalene comunali. Il prato è verde. La fotosintesi clorofilliana a dispetto del grigiore. (Bologna ott 2013)