SPECIAL PRICE STORE
Francesco Cusa - Official Website - Press

Recensione del cd FCTrio "From Sun Ra to Donald Trump" uscito per Clean Feed su "Jazz'n More" a firma di Ruedi Ankli - il:2019-01-19

Recensione del cd FCTrio "From Sun Ra to Donald Trump" uscito per Clean Feed su "Jazz'n More" a firma di Ruedi Ankli (scelto come CD personale da mettere in evidenza, anche rispetto ai dischi di Jarrett :) ). Con Simone Graziano Gabriele Evangelista Carlo Atti Francesco Cusa. PS non conosco il tedesco, accontentiamoci della divertentissima traduzione di Google Translate. - Francesco Cusa è un batterista da Catania, che non solo è in avanguardia, ma anche come un uomo con i concetti intelligenti e come umtriebi- GER operatore culturale - ha fatto un nome - Fondazione dell'improvvisazione onskollektivs Bassesfere e l'etichetta Improvvi- satore Involontario , Quindi non sorprende che abbia presentato una storia economica critica in otto atti con il suo trio, che è stato ampliato dal sassofonista newyorkese Carlo Atti. Al lavoro, qui ci sono quattro dei migliori jazzisti italiani da due generazioni, il 50 anni Cusa e Atti, il 40-year-old Graziani e il 30-year-old Evangelista. Tutti sono coinvolti nelle composizioni e sono tutti dotati di improvvisatori.
Cusa si interroga nelle note di copertina, "se è possibile riportare in vita un'epoca attraverso il suono e aggiornarlo". L'operazione è riuscita brillantemente, con una musica eccitante che non perde mai il filo. L'opera stabilisce l'antenato dell'economista Adam Smith, "che conta ogni centesimo". Su una treccia ritmo stretto Atti svolge un PA- ADORABILE Solo, interrogato più volte da Graziani con- cluster trastierende al pianoforte. Un buon quarto d'ora improvvisato il Quartetto del "boom economico e la situazione di stallo nell'illusione capitalistico," l'atmosfera meditativa e talvolta inquietante, piuttosto di conseguenza il soggetto. Successivamente, le offerte quartetto con la precaria situazione di musicisti jazz nero nel 1960, spara una carica di carillon a Wall Street, evoca le preoccupazioni fiscali di un tassista di New York, poi Keynes ottiene il suo grasso, e, infine, per così dire come climax ironico e ironico, Sun Ra e Donald Trump si incontrano in una partita di wrestling. La conclusione è uno sguardo dalla società globale a quella espansa. (Ruedi Ankli)

Una mia intervista per l’”Urlo”, a cura di Salvatore Massimo Fazio. - il:2019-01-10

Quando va in scena con la parola esce fuori la stessa anima.

È Francesco Cusa, che si è votato alla scrittura con cui condivide la sua attività di musicista e docente al conservatorio. Domani alle h. 18:00 presso la Mondadori Book Store di Piazza Roma 18, a Catania, sarà presentata la sua ultima silloge dal titolo “Stimmate”, pubblicato per Algra Editore.



Insieme a Giuseppe Carbone (nella foto di Melania Fortunato), per teatri e spazi culturali, propongono la performance “Molesta Crudeltà”, un mix di musica e recitazione incentrata sui testi di Cusa. Carbone, filosofo, drammaturgo e attore catanese, recita in una dialettica con la “molestia” della percussività di Cusa, fatta di buste, tamburi e vari ammennicoli.

Due mesi a Catania, altri due a Bologna, poi altrove. Sempre così il suo andirivieni, da trentacinque anni a questa parte. Lo colgo velocemente, col vespino color arancia.
«In questo momento devo fare un pò di cose», insisto e provo a blindarlo qualche minuto. È fatta.



Perché Stimmate?
«Stimmate , pubblicato per Algra editore, è una raccolta di poesie, l’ideale prosieguo di Canti Strozzati, pubblicato lo scorso anno da Giulio Perrone. Esce in contemporanea con il libello di aforismi pubblicato dal circuito di librerie “Infoshop” di Bologna, (circuito prediletto dall’accademia bolognese n.d.r), dal titolo Amare dolci pillole. Una collana che mi vede insieme alle migliori menti dei miei anni universitari» – dice attraverso il casco.

Dunque due libri in un medesimo tempo, ispirati da cosa?
«Stimmate ha un contenuto allegorico. Sono stimmate catartiche, funzionali alla sublimazione dei personaggi».

Vi sono stati d’animo particolari a scrivere poesia, aforisma, romanzo?
«L’aforisma è diurno, esplosivo, dirompente. Può nascere da una diatriba sui social, a corredo di un commento sarcastico. La poesia è del mondo, è in ogni cosa, anche se per me trova espressione nei silenzi della notte. Quello è il momento in cui emergono gli arcipelaghi del simbolico. La notte è lo spazio del metalinguaggio, il territorio dell’intuizioni e delle essenze. È la via espressiva degli Antichi. Chi parla più ‘poeticamente’? Tuttavia la poesia è in ogni dove, è il respiro stesso dell’esistenza, e in me si consuma nello spazio bruciante del minuto, spazio in cui trova corpo e senso il componimento».

Carmelo Andrea Bruno disse “Il poeta è Dio in terra”, quanto di vero?

«Non saprei. Tra le forme di espressione, la poesia, è la più vicina all’aspetto del divino. Attiene al rito, all’iniziazione, alla celebrazione. Dio si esprime poeticamente nella parola e nella preghiera del fedele. E, in senso lato, ogni preghiera è poesia».




Hai dichiarato che “l’aforisma è il ritorno di Dio…


«L’ho mai detto? – ride. Poco importa. Nietzsche stesso, ebbe bisogno di scrivere idilli e aforismi, che furono necessari a dare spessore al suo magistero filosofico, in un certo senso, per completare e potenziare il ‘messaggio’. la poesia è il calco del pre-linguistico, del tempo in cui uomini, animali e dei erano e riverberavano dei suoni del ‘mondo’. L’alfabetizzazione degli ultimi millenni, in un certo senso, ridurrà la poesia a un non-Tutto, la comprimerà nella gabbia della scrittura».

Come mai la doppia pubblicazione?
«Mi sono accorto che la mia vita p diventata una sorta di contrappunto. Il mio metodo prevede la scrittura di una poesia al giorno, seguita da alcune pagine di racconti o di romanzo. È un metodo rigido ma necessario a fare quel che mi prefisso. Altrimenti non riuscirei a coniugare le mie varie ispirazioni».

Nell’obbrobrio socio consumistico, cosa non è poesia in assoluto?
«La poesia è il canto che si palesa tramite la parola orale e poi scritta, il mantra che attiva facoltà represse. La poesia è irrazionale, istintiva, e deve essere cesellata poco, altrimenti si trasforma nell’epistemologia di se stessa. Ciò che rende una poesia “vera” è il cortocircuito tra forma e contenuto. Visto che parliamo sempre di calcio io e te – per intenderci al volo – la Juventus è agli antipodi della poesia di Inter, Torino, Roma, Genoa ecc. È la catena di montaggio, il mantra reiterato dell’illuminato imbroglione che si fa crocchetta calcistica e costume».

Recensione di "Black Poker" a cura di CD Bruce Lee Gallanter. Per "Downtown Music Gallery". - il:2019-01-05

Recensione di "Black Poker" a cura di CD Bruce Lee Gallanter. Per "Downtown Music Gallery".| Clean Feed 504 | 15.00 |
Personnel: Francesco Cusa - Frank Usa - drums, The Assassins: Giulio Stermieri - Hammond, piano, Flavio Zanuttini -trumpet, electronics and Giovanni Benvenuti - tenor sax plus the Florence Art Quartet (a string quartet) and guest Duccio Bertini

"The ever in-demand Italian drummer, Francesco Cusa, turns up on more than two dozen discs from several recent labels: Auand, Improvvisatore Involontari, Amirani and now Clean Feed. Mr. Cusa is also a member of the Marco Cappelli’s Italian Surf Academy. The only other musician here that I was previously familiar with is trumpeter Flavio Zanuttini, who has worked with Eugene Chadbourne and who has a recent trio disc out also on Clean Feed. Mr. Cusa wrote all but two songs here and a great job of integrating his quartet and the string quartet into a solid singular ensemble sound. The music is often stripped down to skeletal means, never busy or overdone. Each piece seems to evoke a different vibe, feeling or scene, as if we were watching a movie in which someone’s life unfolds slowly. Instead of a stream of solos, there is a good deal of interweaving of themes and parts. Often both horn will swirl around one another on top while the keyboard (usually organ) and string quartet play the written material underneath. There is also quite a bit of unexpected twists and turns when the Assassins play a tight, complex well-written segment. There is nothing free of superfluous going on here, all of the music is integral to the ongoing tapestry/flow. Another incredible yet modest gem from the fine folks at Clean Feed". - Bruce Lee Gallanter.

Bruce Lee Gallanter su SKRUNCH/LACAN GIRLS: "Psicopatologia Del Serial Killer" (cd esaurito). - il:2019-01-05

Bruce Lee Gallanter su SKRUNCH/LACAN GIRLS: "Psicopatologia Del Serial Killer" (cd esaurito).
Featuring Carlo Carlo H. Natoli on baritone guitar & electronics, Paolo Sorge on guitar, Tony Cattano on trombone, Gaetano Gaetano Joz Santoro on tenor sax and Francesco Cusa on drums & compositions. Quite a strange concept for an avant/jazz disc titled "Psychopathology of a Serial Killer". The cover features a man sitting in a chair, handcuffed, looking down and distraught, his head in hand and his shirt splattered with blood. The woman lieing down behind him on the bed might just be dead or sleeping. There are also four actors (three serial killers and the dead woman) involved and the autobiography of Frank Zappa is mentioned as an inspiration. Hmmm, what a set-up!?! The opening piece features some spooky whispering and creepy samples. "Blatta" features a great M-Base groove with the slamming drums of Francesco Cusa at the center and a fine, spiky guitar solo from Paolo Sorge. Carlo samples an eerie music box on "Nonsense" with more creepy whispering. I dig the sly tenor and trombone harmonies over that infectious groove. Since there is no bassist, the baritone guitarist seems to take this role, playing those great repeating grooves. Mr. Cusa does a great job of composing these twisted, complex rhythms that give the soloists a chance to sketch out and take inspired solos, especially the tenor sax and trombone. Guitarist Paolo Sorge, who also has his own fine CD out on this same label, plays a series of tight and intricate riffs that make the rhythm team sound even better. The voices of the actors are used minimally yet most effectively, the detective story music adding to their collective and ongoing tale. The music does a great job of evoking a eries of scene from this imaginary film. A movie for you mind?!? Yes, indeed. - BLG

Recensione di Bruce Lee Gallanter per il CD "L'Arte Della Guerra" registrato con SKRUNCH/LACAN GIRLS - il:2019-01-05

recensione di Bruce Lee Gallanter per il CD "L'Arte Della Guerra" registrato con SKRUNCH/LACAN GIRLS (Di questo ho ancora qualche copia, per chi la desiderasse). - Again, Cusa has written some strong, tight, complex and exciting music.
- I love the way Francesco always has a few different lines moving around one another simultaneously.
- I found that this disc is the best of the bunch that I just reviewed, it is outstanding throughout on various levels. Time to get some more copies from Marco Cappelli, since I know that we will sell out sometime very soon.

Second great disc by drummer/composer Francesco Cusa and his band "Skrunch" who consist of Paolo Sorge on guitar, Carlo Carlo H. Natoli on baritone guitar, Tony Cattano on trombone, Beppe Scardino on bar.i sax and Riccardo Pittau on trumpet and Dario De Filippo on percussion. The introduction and conclusion of this CD features a serious sounding spoken word male voice, spoken in Italian. "Again, Cusa has written some strong, tight, complex and exciting music. "Afrodionisiaco" has layers on interconnected lines going on simultaneously. While the rhythm team of baritone guitar, percussion & drums play their intricate line, the three horns swirl intensely around them and Paolo Sorge takes an amazing guitar solo. "Escape from Pussyland" features just the three horns playing tightly together at the beginning, soon the rhythm section re-enters with more complex guitar lines woven within the layers of lines. I love the way Francesco always has a few different lines moving around one another simultaneously. Guitarist Paolo Sorge is consistently inspired throughout, taking great solos and playing his intricate parts just right. His own disc on this label is good but he gets a chance to shine on this disc in particular. You just have to dig that great hypnotic repeating line that he plays on "Quel Giorno", which features some superb trombone and bari sax solos. I found that this disc is the best of the bunch that I just reviewed, it is outstanding throughout on various levels. Time to get some more copies from Marco cappelli, since I know that we will sell out sometime very soon. - BLG Cover Raffaella Piccolo

Recensione di qualche anno fa di Bruce Lee Gallanter a proposito di "Jacques Lacan, A True Musical Story" - il:2019-01-05

recensione di qualche anno fa di Bruce Lee Gallanter a proposito di "Jacques Lacan, A True Musical Story" il cd uscito anni fa e oramai introvabile. FC SKRUNCH/LACAN GIRLS: Paolo Sorge, Carlo Carlo H. Natoli, Giacomo Ancillotto - electric guitars, Piero Bittolo Bon & Beppe Scardino on saxes, Marta Raviglia & Gaia Mattiuzzii - voice & electronics and Francesco Cusa & Dario De Filippo on drums & percussion. Drummer Francesco Cusa is one of the most visible members of this scene and can be found on more than a dozen discs on the Auand, Clean Feed & Amirani labels. This is his third disc on the II label with his band Skrunch. This disc tells a story about a character named Jacques Lacan with two different versions of Skrunch, an electric and a vocal version, each version palys the same four pieces. The electric or instrumental version features a group with two guitars, two saxes & two percussionists. The sound is old school jazz rock with a conga player added but never played too quickly. Cusa's spirited drumming is at the center of each piece as he directs the ensemble. Both saxes & the electric guitar get chances to solo but it is often the full ensemble (writing) that is the most interesting. The cover drawing shows two soldiers in hand-to-hand combat as does the couple of drawings inside. Not sure what this has to do with the music though. The fourth track is an odd sort-of avant-funk song that is tight, speeds up and erupts into a fractured conclusion. The vocal version of these pieces sounds more like punk-rock with layers of twisted vocals, both women and men singing and screaming. The vocals seem to have replaced the saxes although the guitars are still there. I dig the way the vocals are utilized, rarely if ever singing any words yet they are still expressive and layered in complex ways. This is a most ambitious project that will probably take some time to fully absorb. - Bruce Lee Gallanter, Downtown Music Gallery

Recensione di FC&The Assassins:"Black Poker" da parte di Bruce Lee Gallanter. - il:2019-01-01

http://www.downtownmusicgallery.com/newsletter_detail.php?newsID=1221

- Black Poker (Clean Feed 504; Portugal) Personnel: Francesco Cusa - drums, The Assassins: Giulio Stermieri- Hammond, piano, Flavio Zanuttini -trumpet, electronics, Giovanni Benvenuti - tenor sax plus the Florence Art Quartet Duccio Bertini - keyboards (on “Elegia”).
- “Here is a record of crossed challenges. A band (The Assassins) with a vocation to improvise freely is co-operating with a classical chamber string ensemble (Florence Art Quartet) specialized in the interpretation of written compositions, determining a very special way to combine two different musical worlds. Drummer Francesco Cusa assumed that task as a composer and an improviser and asked for an experienced partner in order to establish the necessary arrangements and applied strategies, someone who works either with jazz big bands and symphonic orchestras, Duccio Bertini. Italian creative jazz may not be widely known outside of its frontiers, but considering what “Black Poker” show us, we wonder why this happens. The music is organized by parallel planes and these frequently imply the gradual re-composition of the original ideas, in a constant renewal and adaptation of all the parameters. Always searching for the best combination of what comes from the two quartets, without “jazzifying” the strings or turning classical the jazz combo, what you find here is pure gold. That something which defines a good poker player “who deals with hazard and parsimony”, to use Cusa’s own words.”

TRA MUSICA E PAROLE L’intuito del pokerista di Francesco Cusa 28/12/2018 - di Gianni Nicola Caracoglia - il:2019-01-01

http://www.viveregiovani.it/news/musica/212239/lintuito-del-pokerista-di-francesco-cusa.html

TRA MUSICA E PAROLE

L’intuito del pokerista di Francesco Cusa

28/12/2018 - di Gianni Nicola Caracoglia

Un disco jazz pieno di archi classici, "Black Poker" con gli Assassins e la collaborazione del Florence Art Quartet diretto dal compositore Duccio Bertini, e due libri, la raccolta poetica "Stimmate" e la raccolta di aforismi "Amare, dolci pillole" per il batterista-scrittore etneo

In "Black Poker", nuovo album di Cusa and The Assassins, il batterista catanese e i suoi tre musicisti (Giulio Stermieri hammond e piano, Flavio Zanuttini tromba ed elettronica, Giovanni Benvenuti sax tenore) mettono a confronto la loro verve improvvisatoria tipica del jazz con le armonie del quartetto d’archi Florence Art Quartet diretto dal compositore e arrangiatore fiorentino Duccio Bertini

Su un tavolo verde di poker, come in duello di gruppo, ciò che conta è che uno vince e gli altri perdono. Con tutti i mezzi. In musica non è così e le sfide si possono vincere in due. Ne è la dimostrazione Black Poker, nuovo album di Francesco Cusa and The Assassins, dove il batterista catanese e i suoi tre musicisti (Giulio Stermieri hammond e piano, Flavio Zanuttini tromba ed elettronica, Giovanni Benvenuti sax tenore) mettono a confronto la loro verve improvvisatoria tipica del jazz con le armonie del quartetto d’archi Florence Art Quartet diretto dal compositore e arrangiatore fiorentino Duccio Bertini.

Cusa: «Da tempo desideravo che le mie composizioni potessero essere sublimate dai colori del quartetto d’archi. L’occasione si è presentata grazie alla disponibilità di Duccio Bertini che ha saputo perfettamente calarsi nella poetica dei brani scritti per The Assassins, in un perfetto connubio tra arrangiamenti e riadattamenti del materiale in gioco. In questo lavoro ho voluto miscelare la natura ambivalente di alcune mie vecchie composizioni con le nuove partiture, seguendo l’intuito del pokerista, sempre in bilico tra azzardo e parsimonia. Meglio avere per amico un baro che un ragioniere».

Bertini: «Scrivere per un quartetto d’archi è sempre una sfida per ogni arrangiatore e compositore, a maggior ragione se tale scrittura deve essere collocata in un contesto jazz e soprattutto laddove vi è un gruppo come quello degli Assassins che si fonda principalmente sull'improvvisazione. Il lavoro che ho svolto in questa mia collaborazione con Cusa è stato quello di elaborare le melodie iniziali con lo scopo di creare più piani paralleli su cui costruire successivamente gli arrangiamenti e a volte vere ri-composizioni delle melodie originali».

Cusa e Bertini prima hanno registrato il quartetto poi Bertini ha registrato i suoi arrangiamenti degli archi. La musica è tutta scritta, l’improvvisazione c’è ma è all’interno della struttura dei brani: «L’album esce per la Clean Feed, importante etichetta portoghese, forse una delle migliori etichette al mondo – aggiunge Cusa -. Con loro avevo già realizzato l’anno scorso From Sun Ra to Donald Trump del Francesco Cusa Trio».

Non di sola musica, però, vive Cusa ormai. Docenze a parte, la scrittura lo sta assorbendo sempre di più. Sono da poco usciti due nuovi libri, la raccolta poetica Stimmate, edito da Algra e Amare, dolci pillole, raccolta di aforismi per “Fotocopie” piccola collana di Infoshop di Bologna: «Sono ormai diviso in due fra musica e scrittura. Sicuramente l’ambito editoriale mi sta dando più soddisfazioni. Alfio Grasso, editore di Algra, è una persona seria e competente. Altre soddisfazioni le sto avendo dalla raccolta di aforismi, una cosa fighissima, perché è una collana dove pubblicano gli intellettuali importanti di Bologna. Una cosa prestigiosa per quanto piccola. Mi piace scrivere, aforismi, poesie, ora anche un romanzo che dovrebbe uscire a marzo, non ci si ferma mai. Per me scrivere è come respirare, dedico proprio parte della mia giornata a questo».

Cusa ama il gioco degli opposti conditi con giochi di parole, ed ecco alcuni suoi aforismi: “Espirare è spirare”, “L’innocenza può essere feroce”, “Dire è mentire”: «Molti motti nascono su Facebook - commenta -, poi ne ho voluto raccogliere alcuni su carta. Noto che talvolta questa mia enciclopedicità può infastidire».

Sono numerosi i prossimi appuntamenti di Cusa in Sicilia prima che egli torni, a febbraio, a Bologna, città che lo ha adottato ormai da anni. Venerdì 28 dicembre suonerà col Trio suonerà al Boozer di Catania, domenica 30 dicembre al Centro Zo di Catania condividerà il palco il filosofo Giuseppe Carbone per il progetto K & Spada; per l’Epifania al Mono di Catania suonerà con il sassofonista Carmelo Coglitore: «Un incontro fra due amici che ci suoniamo a vicenda».

Il 10 gennaio Stimmate e Amare, dolci pillole saranno presentati alla Libreria Mondadori di Catania, presenti gli scrittori Sal Costa e Francesco Gennaro e Giuseppe Carbone; il 12 gennaio la presentazione sarà fatta all’Auditorium della Rai di Palermo, presenti Carbone, l’editore Alfio Grasso, la pittrice Linda Randazzo, la musicologa Antonia Terzo, e la performer Nike Pirrone. Il 16 gennaio concerto del Trio al Moonshiners di San Giovanni La Punta, il 20 gennaio i libri saranno presentati al Circolo Nuovo, salotto letterario di Laura Puglisi a Catania, ed il 26 gennaio alla libreria Minerva di Siracusa.

Questa trasversalità accentuata piace molto all’artista catanese. «Segue il mio sentire. Quello di cui vado fiero è che posso permettermi di essere me stesso. I miei live sono ormai dei veri e propri happening, dove parlo molto su tante cose. Domenica da Zo a Catania, con il filosofo Giuseppe Carbone proponiamo “Molesta crudeltà” dove Giuseppe leggerà brani dei miei libri. Certe volte da solo sul palco suono e parlo, sto andando sempre di più verso un processo di sintesi di musica e parola che non mi dispiace».

Recensione del concerto: Francesco Cusa and the Assassins / Torrione Jazz Club, Ferrara / 26 novembre 2018 - il:2018-11-29

https://turchettiblog.wordpress.com/2018/11/27/farmacoimmagini-di-un-concerto/?fbclid=IwAR3R4A7V5myuuVH02-KrxyjONoJJOYHxw76oXOQE9RvXdOaMIxPFtWQzv68

Recensione del concerto: Francesco Cusa and the Assassins / Torrione Jazz Club, Ferrara / 26 novembre 2018

Goethe diceva: “Quando mi prende la paura invento un’immagine”. E se si dovesse, dopotutto, inventare un’immagine sonora, per sfuggire alle paure quotidiane, alle banalità dilaganti e alle finte novità? Presto detto: Francesco Cusa & the Assassins, ieri sera, nello spazio magico del Torrione Jazz Club di Ferrara, lo hanno fatto, configurando un’immagine sonora nel sempre ricettivo sensorio uditivo del pubblico, che ha accolto con entusiasmo (due bis) la farmacoimmagine del quartetto, che ha proposto composizioni dai titoli sarcastici, improntati al frammentato e nervoso fraseggiare intorno alla precarietà della Salute Umana. In una scaletta attraversata da alcuni “classici” di Francesco Cusa (Antropofagy, Rheumatology) si sono susseguite composizioni metropolitane con il senso di felicità della nevrosi dello specchio, con lunghi squarci solistici di Valeria Sturba (lirismo e growl in un polistrumentismo solido e maturo) e di Giovanni Benvenuti (sassofonismo ultramoderno consapevole della tradizione e traboccante di idee efficaci), accompagnati dal solidissimo bassismo di Ferdinando Romano, attento fin nei dettagli alla cura delle micro-dinamiche e all’elasticità ritmica di Francesco Cusa, conduttore interno e liberatore esterno di un quartetto la cui energia performativa trova nella dimensione live un luogo d’elezione.

Recensione di "Black Poker" di Mauro Campobasso - il:2018-11-29

Grazie a Mauro Campobasso per la recensione del mio ultimo lavoro discografico. "Ho appena terminato di ascoltare l'ultima fatica discografica del mio prolifico amico e collega Francesco Cusa.
Mi domando, ma come cacchio fa, a fare tutte sta cose. :)
Black Poker è un disco dilaniato, per certi versi brutale, che alterna una scrittura seriale, intricata, ritmica, senza concessioni alla benchèminima retorica, ad improvvisi che riportano con la mente (grazie al sapiente lavoro sugli archi di Duccio Bertin)i, a Naked Luca di Howard Shore e Ornette Coleman, scritto e realizzato per l'omonimo film di Cronemberg.
Francesco realizza un'opera di in cui spettri e fantasmi si muovono liberi nello spazio sonoro. Ogni composizione è un piccolo film, con un suo mondo ben preciso. Tante piccole spine acuminate, che spuntano a tradimento nella poltrona dell'ascoltatore, costringendolo ad aprire bene le orecchie e serrare gli occhi, perché aprendoli durante l'ascolto, gli si potrebbe rivelare davanti qualcosa di terrificante.
Un album con una cifra alta, difficile, ostico e non per tutti (il che è un pregio alto in questi tempi di conformismo musicale), da maneggiare con cura e da riporre al sicuro".