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Francesco Cusa - Official Website - Recensione di Gianni Montano del mio ultimo cd FC & THE ASSASSINS "Black Poker"

Recensione di Gianni Montano del mio ultimo cd FC & THE ASSASSINS "Black Poker" - il:2019-10-28

http://www.jazzitalia.net/recensioni/blackpower.asp#.XbY-vC-h3EY

Francesco Cusa, a quattro anni di distanza da "Love", pubblica un nuovo album con The Assassins. Questa volta, però, al sax tenore compare Giovanni Benvenuti al posto di Cristiano Arcelli e in più si aggiunge il "Florence art quartet" sotto la direzione di Duccio Bertini a completare l'ensemble. Non è mai agevole integrare un quartetto d'archi con un gruppo jazz con lo stesso numero di componenti, ma Cusa supera brillantemente la prova, riuscendo a valorizzare l'apporto dei musicisti classici accanto al contributo dei competenti "assassini" al suo servizio. L'interazione fra i due blocchi si materializza in diverse modalità, con pari efficacia. Ci sono parti riservate ai soli archi, in particolare nei due brani a firma di Duccio Bertini, in cui semplicemente gli altri strumenti tacciono. In determinati frangenti si verifica, invece, un dialogo contrappuntistico fra tromba o sassofono e violini, viola e violoncello. In certi casi il tema e le elaborazioni delle arie vengono portate avanti da Benvenuti e Zanuttini e gli archi si limitano a colorare gli sfondi con pennellate confacenti. In differenti situazioni, ancora, si alternano le sezioni con sequenze separate, fino a incontrarsi e a procedere tutti insieme appassionatamente. Pure il quartetto jazz si scompone, all'occorrenza, in duetti o in trii per brevi tratti del tragitto. Insomma le combinazioni possibili sono parecchie e il leader non è certo il tipo di appiattirsi su una unica soluzione. Non staremmo parlando della band di Francesco Cusa, altrimenti….

La musica che si ascolta è contraddistinta da motivi piuttosto semplici che si fanno strada e si impongono, su cui, poi, si accavallano nuovi spunti e stimoli che trascinano l'ottetto altrove, con parentesi free tumultuose, momenti, per contrasto, quasi lirici e assoli di sassofono e tromba marcati da una sintassi piuttosto libera permeata da note raddoppiate, sovracuti, incrocio o scontro di suoni non proprio ortodossi. Dopo una circumnavigazione piuttosto ampia si ritorna, alla fine, al punto di partenza per mezzo di calibrate giravolte musicali.

Va dato atto, innanzitutto, all'istrionico artista catanese di saper scegliere con acume i suoi compagni di avventura. Benvenuti, al tenore, è un perfetto contraltare di Zanuttini e non fa rimpiangere, cioè, il pur valente Arcelli. Il resto della formazione espande adeguatamente le indicazioni, i suggerimenti approntati dal batterista siciliano e fila in modo risoluto verso le rotte zigzaganti immaginate a monte.

Non ci resta, in conclusione, che citare l'eclettico scrittore Riccardo Pazzaglia in versione "Quelli della notte". Se il quartetto protagonista dell'incisione è di questo livello:"Siamo tutti assassini.-Nous sommes tous des assassins...Come diceva Jean Gabin!-

Gianni Montano per Jazzitalia