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Francesco Cusa - Official Website - Recensione di FCT TRIO "From Sun Ra to Donald Trump" a cura di Gianni Montano per Jazz Convention

Recensione di FCT TRIO "From Sun Ra to Donald Trump" a cura di Gianni Montano per Jazz Convention - il:2018-05-22

Francesco Cusa è un artista dai molti interessi e dalle tante sfaccettature. Scrittore, critico cinematografico, oltre che musicista impegnato in progetti di varia natura, possiede il gusto di sorprendere, se non di sbalordire, l'ipotetico fruitore delle sue opere. Anche quest'ultimo disco non fa eccezione. Partiamo dal titolo, From Sun Ra to Donald Trump, che è già tutto un programma, accostando il bandleader afroamericano, piovuto sulla terra direttamente da Saturno, all'alieno Tycoon sbarcato quasi per caso nella stanza dei bottoni. Poi ci sono i nomi surreali delle varie tracce che testimoniano la tendenza, da parte di Cusa, di usare il non sense per esprimere, comunque, delle considerazioni ideologiche sui generis, facendo leva magari su relazioni assurde fra i termini in gioco. Così passiamo dalla citazione di personaggi emblematici come Adam Smith o Roland Barthes alla esplicitazione di elementi legati a problematiche politiche, economiche o sociali attraverso invenzioni verbali bizzarre e fulminanti. Per ricordarne solo due particolarmente fantasiose, nella traduzione in italiano: "Consegnare Un Carico Di Carillon Nella Sede Di Wall Street" oppure "Deficit Nelle Economie Del Jazzista Nero Dei Sessanta".
La musica del cd, invece, non cerca effetti mirabolanti. E questa è un po' una sorpresa, viste le premesse. È, infatti, ben agganciata al jazz libero degli anni sessanta, con l'ago della bussola direzionato su Coltrane e i suoi epigoni più avventurosi.
Basso e batteria macinano un accompagnamento energico, di spinta e propulsione, costruendo, in modalità assolo-permanente, una base ritmica frastagliata e uniforme al tempo stesso.
Carlo Atti è il vero asso della manica tirato fuori dal compositore catanese per sparigliare il campo. Il sassofonista emiliano ha trascorsi legati al mainstream, ad un jazz moderno legato alla grande tradizione. Nell'occasione il tenorista si prende parecchie licenze, mettendo in mostra un fraseggio nervoso e appuntito, uno staccato virtuoso, frutto di una tecnica notevole, e non si perita di uscire fuori dai binari della tonalità, quando ne sente l'urgenza.
Simone Graziano funziona da autentico ago della bilancia. Il pianista suggerisce i temi, lavora di sponda sulle entrate del sax, punteggiandone gli interventi, e si ritaglia intermezzi in cui inserisce sprazzi melodici quasi classici in un contesto fortemente caratterizzato, smorzandone l'impeto.
Questo lavoro, From Sun Ra to Donald Trump, costituisce il debutto del quartetto di Francesco Cusa sulla prestigiosa etichetta portoghese Clean Feed. Il batterista siciliano supera brillantemente la prova, proponendo un jazz post free, se così si può definire, solido, dotato di spessore, carico di significati in un involucro (cover e titoli dei pezzi) volutamente spiazzante.

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