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Francesco Cusa - Official Website - recensione del cd THE MACHINE 3 "Dystopia", a cura di Ettore Garzia

recensione del cd THE MACHINE 3 "Dystopia", a cura di Ettore Garzia - il:2017-06-13

http://ettoregarzia.blogspot.it/2017/06/potenza-tenerezza-e-sperimentazione.html?m=1

E' possibile creare musica che sia realmente in grado di trasportare la psiche nelle sensazioni di 1984, il bestseller di Orwell? E' una domanda a cui dobbiamo rispondere dopo aver ascoltato la deflagrazione profusa dai Machine 3 (il trio Gianni Lenoci, Pierpaolo Martino e Francesco Cusa) in Dystopia. Huxley affermava che la società descritta in 1984 fosse preda del controllo politico di massa, mentre la sua società non porta violenza, ma la lascia in balia delle onde attraverso un controllo indiretto. Ciò che è importante, in entrambi in casi, è la creazione di un clima distopico isolazionista. Su queste basi l'operazione dei Machine 3 è perfettamente rodata: musica inquieta, senza mai un minuto di pausa, lavorata sulle capacità innate dei singoli musicisti; un prodotto dei tempi, l'ennesimo avvertimento sulle carenze del mondo, in cui musicalmente l'improvvisazione gioca un ruolo chiave per la corretta assegnazione delle parti: da un lato Martino, basso potente, penetrante e spesso risoluto in chiave costruttiva, con tanto buon utilizzo di elettronica live a supporto; dall'altro Cusa, batteria accesa, in costante ascesa jam, tra i pochi in Italia in grado di tenere tensione sullo strumento all'infinito, e per finire Lenoci che, distante dai suoi modelli, qui si piroetta in vari addensamenti pianistici, provvisti di velocità o clusterizzati, capace di fossilizzarsi su note o accordi specifici ricavati in porzioni estreme del piano o nel raccordo dei suoi interni. Un circuito inossidabile.
Come per effetto di una memoria cicatrizzata ed in una veste rinnovata nei contenuti, escono fuori in commutazione le politiche del suono di un certo Zorn del passato, le turbe di Henry Mancini del Peter Gunn, Cowell e tutti gli iper-modernisti del suono, il cinema e la suspence dei films post-moderni di Lynch, il fumo sonico di Elvin Jones, nonché il coinvolgimento di frange della letteratura musicale di fusione. Julia stampa splendide immagini di decadenza, foschie e nebbie di tutt'altra natura, Newspeak è un rullo compressore, 2+2 = (manca il 5 del racconto di Orwell) è un bagno di sonicità inquisitiva. Qui più che parlare di poteri manipolatori, dovremmo parlare dei poteri della libera improvvisazione.